eum

edizioni università di macerata

sottoscrivi Newsletter

resep masakan >resep masakan Adi Sucipto News and Entertainment delicious recipe berita bola jual obral pojok game recept
Blu Mostra a grandezza intera

 
 

Informazioni

Blu

La bellezza della natura
Titolo originale Blau. Wie die Schönheit in die Welt kommt
Prefazione di Luca De Benedictis
Traduzione di Laura Bortot

Kai Kupferschmidt

Note sul testo
Per quale ragione il blu è così raro in natura?
Che cosa sa la scienza riguardo al colore blu?
Quali congruenze collegano entità naturali che tanto ammiriamo: le farfalle e i frutti, il mare, i minerali e gli uomini?
Quanta ulteriore bellezza andremmo a scoprire nel momento in cui dovessimo venire a conoscenza delle loro possibili interrelazioni?

Note sull'Autore
Kai Kupferschmidt, anno 1982, ha studiato biomedicina molecolare e lavora come autore di opere scientifiche a Berlino. Scrive per la rivista americana «Science» e per testate tedesche come la «Süddeutsche Zeitung», la «Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung» e «Die Zeit». Kai Kupferschmidt ha vinto numerosi premi, tra gli altri il «Medienpreis der Deutschen AidsStiftung».

Indice
Prefazione di Luca De Benedictis

Addentrarsi nel blu
 
Minerali
Visioni
Piante
Parole
Animali
 
Era blu
 
Fonti
Bibliografia
Illustrazioni: fonti e riferimenti
Ringraziamenti

L’autore

  • Codice ISBN (print) 978-88-6056-748-2
  • Codice ISBN (PDF) 978-88-6056-749-9
  • Numero pagine 235
  • Formato 14x21
  • Anno 2022
  • Editore © 2022 eum edizioni università di macerata
La Bottega di Hamlin
Eum Redazione

Blu. Il viaggio di Kai Kupferschmidt alla scoperta del colore più profondo e raro

Giorgio Cipolletta, La Bottega di Hamlin, 16 Gennaio 2023

Blu di Kai Kupferschmidt, edito da Eum (Edizioni Università di Macerata) nel 2022 nella bella traduzione di Laura Bortot colpisce nella sua ricerca affamata del colore più profondo e raro.

Il libro
L’autore tedesco ci porta per mano nella poliedricità avventurosa del colore più insolito: il blu. Dal mondo minerale a quello animale, da quello vegetale a quello linguistico e artistico. Nel sotterraneo della terra si nascondono alcuni pigmenti “magici” con lo sguardo in direzione di un cielo limpidissimo dove i sogni si immergono. Seguendo il pensiero di Pastoreau, la storia dei colori è una storia sociale. L’avventura che Kupferschmidt ci regala un affascinante e altrettanto complesso viaggio nel blu.
Il lettore naviga tra parole, culture, rifrazioni, piume, genetica, prismi e visioni. La luce blu con la sua ridotta lunghezza d’onda si diffonde nell’atmosfera. Già migliaia di anni fa i nostri antenati imparano a mescolare i primi pigmenti a partire dai materiali ferrosi. Dai Barbari ai jeans, le strade del blu sono infinite. Gli egizi sono incantati dal blu dei lapislazzuli, e dall’indaco. Tutto parte dall’Oriente per poi disorientarci nella bellezza celestiale del mondo dell’arte (da Raffaello a Derek Jerman). Finalmente l’uomo trova il modo di trasformare il blu della roccia in pigmento luminoso: il blu oltremare. Il blu non è solo la pietra filosofale, ma anche disposizione di atomi (blu YInMN, o blu di Prussia) capace di creare allo stesso tempo emozioni di fronti ai vortici del cielo stellato di Van Gogh fino all’onda iconica di Hokusai. Il Blu però conquista anche la versione tossica e velenosa. Il lapis produce dei toni blu di grande varietà e intensità, così come l’azzurrite meno costosa e più utilizzata nell’antichità classica e nel mondo medievale.
Nel XVII secolo si tenta di fabbricare artificialmente il blu oltremare, ma ancora agli inizi del XIX secolo non è chiaro come fosse composta quella polvere. Soltanto settant’anni più tardi, trenta ditte iniziano a produrre in totale dieci milioni di chili all’anno di blu oltremare sintetico. Nel XX lo stesso blu diviene il blu più famoso al mondo grazie all’intuizione mistica e artistica di Yves Klein: IKB (International Klein Blue). Il Blu ricercato da Kupferschmidt tocca con profondità la terra fino al suo interno (ringwoodite), stimola i coni e i bastoncelli della retina nel complicato processo della visione. Il blu è anche il colore della lontananza, delle luci Led, ma anche della coscienza (Metzinger). Dallo spazio ammiriamo la Blue Marble, sulla Terra cerchiamo i segreti del fiordaliso, della salvia divinorum, ma anche nella forma del colorante e i suoi molteplici impieghi: dalle famossisime e colorate M&Ms alla pillola del rimedio alla disfunzione erettile maschile, il Viagra. Il colore blu è parola nonché classificazione. Nel 1814 Abraham Gottlob Werner tenterà una prima nomenclatura dei colori. Il blu è maschile e affidabile, ma anche femminile e pieno di contraddizioni.

Blu – La recensione
Farfalle, cavalli (quelli dipinti di Franz Marc), coleotteri, molluschi, pavoni, anelli blu velenosi del polpo, le sule piediazzurri maschi che conquistano la femmina mostrando orgogliosi l’azzurro-turchese delle zampe o le piume “corteggiatrici” della passerina caerulea, il blu si trasforma in sensore di comunicazione ed emozione.
Blu rappresenta anche il sentimento dell’estinzione rappresentata dall’ara di Spix, una specie allo stato selvatico cancellata. Kupferschmidt compie un’operazione naturale, ossia quella di capire le ragioni di come il colore blu, così raro in natura affascina gli scienziati, gli artisti. Una storia tutta da scrivere, da raccontare, da vedere fatta di bellezza e fugacità. Kupferschmidt afferra l’incommensurabilità del blu del mare e del cielo, un modo di vedere il mondo, i suoi misteri, le sue dinamiche, le sue incomprensioni, la vita “nel balenio di una scintilla nella paglia” e la morte nell’ombra fuggevole del tempo.
La ricerca di Kai Kupferschmidt, come ci ricorda nella prefazione Luca De Benedictis, “è un successo”. La scoperta del colore blu ci dona una rivoluzione sociale e mentale, un’emozione come vedere la Terra così piccola, blu e bellissima nell’eterno silenzio. Un mare di pensieri blu.

https://www.labottegadihamlin.it/2023/01/16/blu-il-viaggio-di-kai-kupferschmidt-alla-scoperta-del-colore-piu-profondo-e-raro/

 
Il Manifesto
Eum Redazione

Il Manifesto, 9/12/2022, pag. 13

BLU Il volume di Kai Kupferschmidt dal titolo «Blu. La bellezza della natura» è edito da Eum, Edizioni Università di Macerata (edizione originale «Blau. Wie die Schönheit in die Welt kommt», traduzione di Laura Bortot) e si concentra sulla fascinazione del colore blu, seguendone il passo e il tenore fin dalla sua generazione. Per indagare il segreto di questo colore, Kupferschmidt (classe 1982 e studioso di biomedicina molecolare che lavora come autore di testi scientifici a Berlino e scrive per diverse testate tedesche e statunitensi tra cui «Journal Science», «Suddeutsche Zeitung», «Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung» e «Die Zeit») attraversa il mondo, passando dal Giappone a un lago vulcanico in Oregon per poi tornare in Brandeburgo e vedere gli ultimi esemplari di ara di Spix, fino a un semplice fiordaliso o una ghiandaia. Protagoniste diventano cosl rocce, piante, animali, o lo sguardo rapito dallo spazio verso il pianeta blu. Secondo l'autore: «Potrà sembrare poco, ma ho la speranza che queste riflessioni suggeriscano anche solo la possibilità di contemplare la bellezza della natura con uno sguardo nuovo, fresco. E magari di comprendere meglio la bellezza, la fragilità e la schietta inverosimiglianza del nostro pianeta blu, come pure la responsabilità che ci dobbiamo assumere nei suoi confronti».
Il volume verrà presentato oggi a Roma nell’ambito della fiera «Più Libri Più Liberi» alle 12,15 in Sala Elettra. Intervengono l'autore e Luca de Benedictis.

 
Pagina:1