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Granelli di senapa all’Indice Mostra a grandezza intera

 
 

Informazioni

Granelli di senapa all’Indice

Tessere di storia editoriale (1585-1700)

Seconda edizione rivista e aggiornata

Prefazione di Rosa Marisa Borraccini

Paola Zito

Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International CC BY-NC-ND 4.0

Note sul testo
Ora alla seconda edizione, il volume ripercorre la vicenda di settantacinque titoli di carattere mistico-devozionale, colpiti dal divieto censorio dopo il 1687, anno che segna, con l’abiura e la condanna al carcere perpetuo del Molinos, l’inizio di una vera e propria caccia ai testi contaminati dal veleno della Quiete. Nel fuoco dell’indagine genesi testuale, spesso stratificata e complessa, diffusione sul piano peninsulare e oltralpe, sopravvivenza e stato di conservazione degli esemplari. I molteplici percorsi della ricerca consentono di individuare il profilo di pressoché altrettanti bestseller, farmaci dell’anima oggetto di lettura intensiva, radicati nell’immaginario di più generazioni in tutta l’Europa occidentale.

Note sull'Autore
Paola Zito è docente ordinaria di discipline del libro e del documento presso il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell’Università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’. È autrice di oltre centoquaranta pubblicazioni, che spaziano sulla storia dell’editoria dall’incunabolistica all’Ottocento, con particolare attenzione agli apparati paratestuali (corredi iconografici in primis), alla costituzione delle raccolte librarie di antico regime, alla fisionomia culturale e sociale di lettori e lettrici. Tra i temi maggiormente frequentati – accanto ai numerosi studi sull’autografia leopardiana – va segnalato il rapporto fra stampa e censura dal XVI al XVIII secolo.

Indice
Prefazione di Rosa Marisa Borraccini

Introduzione

Capitolo primo. Uno scaffale della biblioteca proibita
1. I libri dei ‘moderni contemplativi’ nel mirino
2. Una ricerca à rebours
3. L’estensione del divieto
La genealogia della quiete secondo la Sacra Congregazione dell’Indice
Indici

Capitolo secondo. Percorsi nel labirinto della mistica in volgare
1. Riflessi obliqui
2. La camera oscura del traduttore
3. Curatori, biografi e prefatori
4. Le immagini. L’altra traduzione

Capitolo terzo. All’interno dell’officina
1. «Gradisca questo picciolo si, ma spiritoso dono»
2. La selva dei titoli
3. Le stravaganze della tipografia

Capitolo quarto. Gli apparati paratestuali. Come in uno specchio
1. La fabbrica del bestseller
2. Una scelta di campo
3. «In modo tale, che le darai l’anima»

Capitolo quinto. Destinazione e consumo
1. Piccioli libri
2. L’uso dei farmaci dell’anima
3. La scoperta della truffa
4. Nuovi divieti

Testi consultati

Elenco delle illustrazioni

Indice dei nomi

Note
In copertina: Maestro della vanitas (sec. XVII), Natura morta con specchio e clessidra.

  • Codice ISBN (print) 978-88-6056-720-8
  • Codice ISBN (PDF) 978-88-6056-721-5
  • DOI https://doi.org/10.13138/pz_60567215
  • Numero pagine 334
  • Formato 17x24
  • Anno 2021
  • Editore ©2021 eum edizioni università di macerata
  • Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License
Bibliothecae.it
Eum Redazione

Di Francesca Nepori, Bibliothecae.it, 11 (2022), 2, 435-437, DOI

Ci troviamo di fronte alla seconda edizione rivista e aggiornata dei Granelli di senapa all’Indice di Paola Zito, pubblicato una prima volta nel 2008 da Fabrizio Serra editore.
La studiosa, con uno stile raffinato e attraente, affronta un tema, quello della ‘biblioteca proibita’, a lei caro e su cui da tempo ha concentrato le proprie attenzioni e i propri studi.
Se la bibliografia sulla censura libraria, soprattutto quella relativa al Cinquecento, vanta oggi un repertorio corposo e vasto di pubblicazioni accademiche, diverso è il discorso sul periodo immediatamente successivo, meno indagato ma di notevole importanza per comprendere l’attestarsi della macchina censoria nelle dinamiche di potere, anche conflittuali, instauratesi tra la Congregazione dell’Indice dei libri proibiti e la Congregazione del Sant’Ufficio.
Zito basa le proprie ricerche sulla compulsazione della documentazione conservata nell’Archivio della Congregazione per la Dottrina della Fede presso l’Archivio Apostolico Vaticano, e in particolare nelle serie archivistiche delle Censurae librorum della Congregazione del Sant’Ufficio per gli anni 1673-1714, e nei registri di Protocollo della Congregazione dell’Indice dei libri proibiti per gli anni 1674-1715, a dimostrazione di come entrambi i collegi cardinalizi romani si spartissero il controllo del libro per stanare le opere perniciose, inutili e vane. Il confronto con gli Indices librorum prohibitorum emanati da Innocenzo XI e Clemente XI le permettono di chiarire lati oscuri o di giungere a conclusioni che la documentazione, nella sua innata lacunosità, lascia aperti.
Come dimostra ampiamente la studiosa, per il periodo considerato l’attenzione della censura si rivolge alle opere spirituali e mistiche, che si concretizzano in un pullulare di libretti devozionali poco appetibili dal punto di vista estetico, «pervasi di pietà cristocentrica», che richiamano pericolose reminiscenze riformistiche e si allineano a forme “inquietanti” di tipo quietistico, allontanandosi contemporaneamente dai dettami della dottrina ufficiale della Chiesa, che tentava di riconquistare gli spazi intimi e morali dei credenti attraverso il controllo delle letture solitarie e silenziose, volte a forme pericolose di unione mistica con Cristo e la Croce.
Zito analizza, attraverso la documentazione consultata, la produzione editoriale di letteratura mistica e spirituale, composta da opuscoletti in volgare di scarso pregio editoriale, in molti casi adespoti e forniti di poco valore testuale ma di forte impatto comunicativo e perciò stesso “perigliosi”, nata, in parte e non solo, in seno al pensiero “quieto” di Miguel de Molinos, che con la pubblicazione della sua Guida spirituale allarmerà i vertici della Chiesa e delle due Congregazioni cardinalizie deputate, in sedi e modi diversi, al controllo censorio.
Un lavoro capillare e certosino che dalla segnalazione del decreto di proibizione di un testo l’ha condotta a rinvenire varianti editoriali successive e precedenti, creando un mosaico di tessere che fornisce una panoramica sorprendente del fiorire della produzione mistica e spirituale nel periodo vagliato.
«Di granello in granello, dal 1585 – data in cui appare il Breve compendio intorno alla perfettione christiana del Gagliardi – al 1700, la ‘collezione’ è cresciuta fino a superare le ottocento notizie, alcune delle quali fin troppo sintetiche, altre pressoché esaustive, e gravide di significativi dettagli, tali da prospettare nuove piste. E, come in ogni collezione, comprese quelle virtuali come questa, sono stati raccolti ‘pezzi’ di maggiore o minore pregio, in diverso stato di conservazione, più o meno rari, più o meno complicati da reperire» (p. 15).
Il bel volume si dipana nella suddivisione di quattro capitoli che affrontano aspetti diversi della tematica ampliando le potenzialità della ricerca archivistica, che non si limita ad un census bibliografico di edizioni di opere mistico proibite, ma scava l’indagine soffermandosi sugli aspetti tipografici, sugli elementi paratestuali, e sulla destinazione e consumo dei testi segnalati.
Completano la pubblicazione un ricchissimo apparato di indici per una totale circumnavigazione del testo e una amplissima bibliografia che permette di saggiare la completezza delle letture della studiosa.

 
TECA
Eum Redazione

Di Maria Gioia Tavoni, TECA, volume XII, numero 6ns (dicembre 2022), pp. 148-149

Storia del libro e Bibliografia, anche nella nuova edizione di Granelli di senapa, si intrecciano e divengono entrambe postulati di «Storia editoriale», dove l'indagine si afferma e si completa nelle pagine introduttive, coniugate con i numerosi item e la vasta gamma degli indici in appendice.
La Prefazione di Rosa Marisa Borraccini è già una ‘succosa’ interpretazione che permette di spingerci alla lettura, confortati, in maniera esauriente, dalle ragioni e dagli itinerari, corsi e ricorsi del lavoro di Paola Zito, la quale definisce il proprio libro con l’ossimoro «definitivamente provvisorio». La scrittura di entrambe è talmente colta e piacevole che invita ad addentrarsi nello studio, anzi a non perderne neppure una riga, sebbene il terreno esplorato non sia di facile approdo.
La rivisitazione del poderoso impegno di ricerca, uscito nel 2008 in prima edizione presso Fabrizio Serra editore di Pisa-Roma, permette di avanzare ulteriormente nel percorso che Paola Zito illumina da decenni, conducendoci con raffinata sapienza lungo un arco temporale esteso e geograficamente ancor più vasto in quella biblioteca mistica e spirituale che venne proibita da interventi censori, poiché ispirata all’aragonese Miguel de Molinos. Si tratta di una produzione libraria rivolta a un pubblico vastissimo, con titoli di enorme successo che ha fatto lievitare fino al migliaio le edizioni, con tirature ragguardevoli di copie che si moltiplicano come granelli di senapa, appunto.
Scorrendo l’indice, meglio il sommario, si evidenzia immediatamente che l’opera non offre semplicemente un catalogo di peculiare bibliografia, bensì ne racconta «riflessi obliqui» attraverso tante professionalità che la interessano, quali traduttori, curatori, biografi e prefatori, fino alla proposizione dell’iconografia che viene a ragione definita come «altra traduzione». E dall’«interno dell’officina» tipografica si arriva agli apparati paratestuali, definiti con perspicua pregnanza «come in uno specchio». L’orizzonte dei fruitori chiude il cerchio della particolare storia editoriale, completato da una bibliografia impressionantemente estesa, dall’elenco delle illustrazioni e da un doveroso indice dei nomi.
Non sarà un caso se la prima nota del volume rimanda a un lavoro dell’autrice, ovviamente riguardante sempre i ‘granelli di senapa’, ancor più risalente (2005). Non sarà un caso se le fonti catalografiche riempiono ben dieci pagine del libro (pp. 51-60), chiamando in elenco non solo le miniere di conservazione italiane, ma anche diverse istituzioni straniere di area germanica, inglese, francese, svizzera, spagnola, russa, olandese, irlandese, canadese, americana, per citare solo le principali. Insomma, una copertura straordinaria, di cui si fatica a immaginare l’opera di compulsazione, che allinea settantacinque notizie bibliografiche sullo «scaffale della biblioteca proibita».
Le notizie sono valorizzate da indici che le interrogano, le descrivono più approfonditamente, le attraversano e le accorpano intorno a nuclei di estremo interesse: per luoghi e tipografi/librai/editori, cronologico, per formati (8° e soprattutto 12° fanno la parte dei leoni). Particolarmente preziosi l’indice «degli autori di contributi secondari (curatori, prefatori, traduttori, incisori e disegnatori)» e «dei/delle dedicatari/ie», da cui emerge che la disamina de visu delle unità bibliografiche non ha lasciato nulla di intentato. Ancor più apprezzabile l’indice «delle provenienze e dei possessori», che, accanto a monasteri, conventi, abbazie, collegi, oratorî, seminari e orfanotrofi, contempla anche biblioteche e privati.
Il contributo delle EUM-Edizioni dell’Università di Macerata, per molti anni dirette da Rosa Marisa Borraccini, concorre all’eleganza del testo e invita a «guardare le figure», molto nitide sebbene di piccole dimensioni.

https://teca.unibo.it/

 
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