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Granelli di senapa all’Indice View full size

 
 

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Granelli di senapa all’Indice

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  • Codice ISBN (print) 978-88-6056-672-0
  • Codice ISBN (PDF) 978-88-6056-721-5
  • DOI https://doi.org/10.13138/iaam_60567789
  • Numero pagine 334
  • Formato 17x24
  • Anno 2021
  • Editore ©2021 eum edizioni università di macerata
  • Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License
Paratesto
Eum Redazione

Di Vincenzo Trombetta, Paratesto, Recensioni, 19 / 2022, pp. 111-114

Quest’opera divisa in tre libri, intitolata Guida spirituale che disinvolge l’anima e la conduce per l’interior camino all’acquisto della perfetta contemplazione e del ricco tesoro della pace interiore; Composta dal Dottor Michele de Molinos, è stata da me letta con ogni applicatione, e non solo non ritrovo in essa cosa censurabile, ma solida & utilissima dottrina, molto conforme à quella de’ Santi Padri, e Sacri Dottori, e sì degna di pregio, e di stima, come manifesta l’interior efficacia dello spirito, con cui insegna il camino spirituale, arduo, secreto, e da pochi conosciuto; e l’ardente zelo, col quale ammaestra, e persuade la sua sicura direttione, somministrando avvisi tanto opportuni, documenti sì necessarij, e regole talmente sicure, che l’anima, che le metterà in pratica, salirà senza pericolo al sacro monte della divina contemplatione, più con voli Angelici, che con passi humani.

Questo il testo, datato 3 giugno 1675, con cui Francesco Gerez, Predicatore di Sua Maestà Cattolica e già Esaminatore Sinodale della Diocesi di Siviglia, concede il permesso per la stampa della Guida spirituale dell’alcantarino aragonese Miguel de Molinos – caposaldo della letteratura mistica secentesca – che Giovanni Giacomo Hertz, dopo la prima traduzione italiana tirata nella tipografia romana di Michele Ercole, replica ancora nella sua terza ristampa veneziana uscita nel 1681, con Licenza de’ Superiori e Privilegio.
Strepitosa la fortuna editoriale in Italia e nei paesi riformati (Lipsia, Rotterdam, Amsterdam, Bruxelles, Londra, Francoforte), che il trattato del quarantasettenne spagnolo registra in appena un decennio, conquistando schiere di proseliti, partecipi del messaggio di «andare à Dio» – l’agognato raggiungimento della quiete – non per «meditatione, e discorso», bensì per «pura fede, e contemplatione». Il credo quietista, espressione, sul versante religioso, dell’enfasi della temperie barocca, può espandersi grazie alla larghissima diffusione di opere che, ispirate alla Guida, escono dai torchi delle più avvedute officine tipografiche d’Europa. Incessante l’attività di autori, curatori, prefatori, traduttori e stampatori-editori che, in poco più di un secolo, inondano il mercato di libri di piccolo sesto (in-dodicesimo, in-ventiquattresimo), dalla modesta veste editoriale e dall’essenziale corredo iconografico (limitato alla immagine della Croce, simbolo della Passione, e a tavole incise con un esiguo repertorio allegorico), accessibili a un vasto pubblico di lettori non solo appartenenti ai ranghi ecclesiastici.
Una letteratura che annovera opere come: Esercitii del Christiano interiore di Louis François d’Argentan (Genova, Benedetto Celle, 1670); Breve compendio intorno a la perfettione christiana di Achille Gagliardi (Brescia, Giacomo Turlini, 1672); Modo facile per far acquisto dell’oratione di quiete di Giovanni Antonio Solazzi (Roma, Michele Ercole, 1675); Catechismo spirituale di Jean Joseph Surin (Bologna, Giuseppe Longhi, 1675); Passi dell’anima per il camino di pura fede di Giovanni Paolo Rocchi (Venezia, Antonio Bosio, 1677); Ambrosia celeste, o soave cibo dell’anima contemplativa di Michele Cicogna (Venezia, Gian Giacomo Hertz, 1679); La guida dei peccatori di Pietro Gisolfo (Napoli, Francesco Mollo, 1680-1681); Lume mistico per l’essercitio degl’affetti divini di Tommaso Menghini (Jesi, Claudio Perciminei, 1682); Brievi lettere, spirituali e sacre di Pier Matteo Petrucci (Jesi, Claudio Perciminei, 1682-1684); Brevi documenti per l’anime che aspirano alla christiana perfettione di Benedetto Bisca (Jesi, Claudio Perciminei, 1683); Modo breve, e facilissimo per l’oratione di Jeanne Marie Bouvières de la Mothe Guyon (Gratianopoli [falso luogo di stampa] 1685); Lettre d’un serviteur de Dieu à une personne qui aspire à la perfection religieuse di François La Combe (Grenoble, Antoine Frémon, 1686); Specchio spirituale del principio, et del fine della vita humana di Angelo Elli (Viterbo, Pietro Martinelli, 1689); Tesoro dell’anima christiana, overo pie meditazioni sopra la passione di N.S. Giesù Cristo della benedettina Giovanna Maria Bonomo, superiora del monastero di Bassano (Genova, prima del 1689)…

http://www.libraweb.net/riviste.php?chiave=59

 
Bibliothecae.it
Eum Redazione

Di Francesca Nepori, Bibliothecae.it, 11 (2022), 2, 435-437, DOI

Ci troviamo di fronte alla seconda edizione rivista e aggiornata dei Granelli di senapa all’Indice di Paola Zito, pubblicato una prima volta nel 2008 da Fabrizio Serra editore.
La studiosa, con uno stile raffinato e attraente, affronta un tema, quello della ‘biblioteca proibita’, a lei caro e su cui da tempo ha concentrato le proprie attenzioni e i propri studi.
Se la bibliografia sulla censura libraria, soprattutto quella relativa al Cinquecento, vanta oggi un repertorio corposo e vasto di pubblicazioni accademiche, diverso è il discorso sul periodo immediatamente successivo, meno indagato ma di notevole importanza per comprendere l’attestarsi della macchina censoria nelle dinamiche di potere, anche conflittuali, instauratesi tra la Congregazione dell’Indice dei libri proibiti e la Congregazione del Sant’Ufficio.
Zito basa le proprie ricerche sulla compulsazione della documentazione conservata nell’Archivio della Congregazione per la Dottrina della Fede presso l’Archivio Apostolico Vaticano, e in particolare nelle serie archivistiche delle Censurae librorum della Congregazione del Sant’Ufficio per gli anni 1673-1714, e nei registri di Protocollo della Congregazione dell’Indice dei libri proibiti per gli anni 1674-1715, a dimostrazione di come entrambi i collegi cardinalizi romani si spartissero il controllo del libro per stanare le opere perniciose, inutili e vane. Il confronto con gli Indices librorum prohibitorum emanati da Innocenzo XI e Clemente XI le permettono di chiarire lati oscuri o di giungere a conclusioni che la documentazione, nella sua innata lacunosità, lascia aperti.
Come dimostra ampiamente la studiosa, per il periodo considerato l’attenzione della censura si rivolge alle opere spirituali e mistiche, che si concretizzano in un pullulare di libretti devozionali poco appetibili dal punto di vista estetico, «pervasi di pietà cristocentrica», che richiamano pericolose reminiscenze riformistiche e si allineano a forme “inquietanti” di tipo quietistico, allontanandosi contemporaneamente dai dettami della dottrina ufficiale della Chiesa, che tentava di riconquistare gli spazi intimi e morali dei credenti attraverso il controllo delle letture solitarie e silenziose, volte a forme pericolose di unione mistica con Cristo e la Croce.
Zito analizza, attraverso la documentazione consultata, la produzione editoriale di letteratura mistica e spirituale, composta da opuscoletti in volgare di scarso pregio editoriale, in molti casi adespoti e forniti di poco valore testuale ma di forte impatto comunicativo e perciò stesso “perigliosi”, nata, in parte e non solo, in seno al pensiero “quieto” di Miguel de Molinos, che con la pubblicazione della sua Guida spirituale allarmerà i vertici della Chiesa e delle due Congregazioni cardinalizie deputate, in sedi e modi diversi, al controllo censorio.
Un lavoro capillare e certosino che dalla segnalazione del decreto di proibizione di un testo l’ha condotta a rinvenire varianti editoriali successive e precedenti, creando un mosaico di tessere che fornisce una panoramica sorprendente del fiorire della produzione mistica e spirituale nel periodo vagliato.
«Di granello in granello, dal 1585 – data in cui appare il Breve compendio intorno alla perfettione christiana del Gagliardi – al 1700, la ‘collezione’ è cresciuta fino a superare le ottocento notizie, alcune delle quali fin troppo sintetiche, altre pressoché esaustive, e gravide di significativi dettagli, tali da prospettare nuove piste. E, come in ogni collezione, comprese quelle virtuali come questa, sono stati raccolti ‘pezzi’ di maggiore o minore pregio, in diverso stato di conservazione, più o meno rari, più o meno complicati da reperire» (p. 15).
Il bel volume si dipana nella suddivisione di quattro capitoli che affrontano aspetti diversi della tematica ampliando le potenzialità della ricerca archivistica, che non si limita ad un census bibliografico di edizioni di opere mistico proibite, ma scava l’indagine soffermandosi sugli aspetti tipografici, sugli elementi paratestuali, e sulla destinazione e consumo dei testi segnalati.
Completano la pubblicazione un ricchissimo apparato di indici per una totale circumnavigazione del testo e una amplissima bibliografia che permette di saggiare la completezza delle letture della studiosa.

 
TECA
Eum Redazione

Di Maria Gioia Tavoni, TECA, volume XII, numero 6ns (dicembre 2022), pp. 148-149

Storia del libro e Bibliografia, anche nella nuova edizione di Granelli di senapa, si intrecciano e divengono entrambe postulati di «Storia editoriale», dove l'indagine si afferma e si completa nelle pagine introduttive, coniugate con i numerosi item e la vasta gamma degli indici in appendice.
La Prefazione di Rosa Marisa Borraccini è già una ‘succosa’ interpretazione che permette di spingerci alla lettura, confortati, in maniera esauriente, dalle ragioni e dagli itinerari, corsi e ricorsi del lavoro di Paola Zito, la quale definisce il proprio libro con l’ossimoro «definitivamente provvisorio». La scrittura di entrambe è talmente colta e piacevole che invita ad addentrarsi nello studio, anzi a non perderne neppure una riga, sebbene il terreno esplorato non sia di facile approdo.
La rivisitazione del poderoso impegno di ricerca, uscito nel 2008 in prima edizione presso Fabrizio Serra editore di Pisa-Roma, permette di avanzare ulteriormente nel percorso che Paola Zito illumina da decenni, conducendoci con raffinata sapienza lungo un arco temporale esteso e geograficamente ancor più vasto in quella biblioteca mistica e spirituale che venne proibita da interventi censori, poiché ispirata all’aragonese Miguel de Molinos. Si tratta di una produzione libraria rivolta a un pubblico vastissimo, con titoli di enorme successo che ha fatto lievitare fino al migliaio le edizioni, con tirature ragguardevoli di copie che si moltiplicano come granelli di senapa, appunto.
Scorrendo l’indice, meglio il sommario, si evidenzia immediatamente che l’opera non offre semplicemente un catalogo di peculiare bibliografia, bensì ne racconta «riflessi obliqui» attraverso tante professionalità che la interessano, quali traduttori, curatori, biografi e prefatori, fino alla proposizione dell’iconografia che viene a ragione definita come «altra traduzione». E dall’«interno dell’officina» tipografica si arriva agli apparati paratestuali, definiti con perspicua pregnanza «come in uno specchio». L’orizzonte dei fruitori chiude il cerchio della particolare storia editoriale, completato da una bibliografia impressionantemente estesa, dall’elenco delle illustrazioni e da un doveroso indice dei nomi.
Non sarà un caso se la prima nota del volume rimanda a un lavoro dell’autrice, ovviamente riguardante sempre i ‘granelli di senapa’, ancor più risalente (2005). Non sarà un caso se le fonti catalografiche riempiono ben dieci pagine del libro (pp. 51-60), chiamando in elenco non solo le miniere di conservazione italiane, ma anche diverse istituzioni straniere di area germanica, inglese, francese, svizzera, spagnola, russa, olandese, irlandese, canadese, americana, per citare solo le principali. Insomma, una copertura straordinaria, di cui si fatica a immaginare l’opera di compulsazione, che allinea settantacinque notizie bibliografiche sullo «scaffale della biblioteca proibita».
Le notizie sono valorizzate da indici che le interrogano, le descrivono più approfonditamente, le attraversano e le accorpano intorno a nuclei di estremo interesse: per luoghi e tipografi/librai/editori, cronologico, per formati (8° e soprattutto 12° fanno la parte dei leoni). Particolarmente preziosi l’indice «degli autori di contributi secondari (curatori, prefatori, traduttori, incisori e disegnatori)» e «dei/delle dedicatari/ie», da cui emerge che la disamina de visu delle unità bibliografiche non ha lasciato nulla di intentato. Ancor più apprezzabile l’indice «delle provenienze e dei possessori», che, accanto a monasteri, conventi, abbazie, collegi, oratorî, seminari e orfanotrofi, contempla anche biblioteche e privati.
Il contributo delle EUM-Edizioni dell’Università di Macerata, per molti anni dirette da Rosa Marisa Borraccini, concorre all’eleganza del testo e invita a «guardare le figure», molto nitide sebbene di piccole dimensioni.

https://teca.unibo.it/

 
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