«Lo sviluppo della nostra singolarità, del nostro senso di
esistere, presuppone la costruzione di identità sentite come riconoscibili
dagli altri, in quanto uniche e stabili. Tale opera di creazione identitaria
richiede però l’uso di materiali – “oggetti” – disponibili nell’ambiente
esterno, in quella vasta rete di relazioni che chiamiamo società. Il nostro
intimo bisogno di “oggetti” indispensabili per costruire una personalità riconoscibile
ci induce quindi ad approcciarci alle dinamiche sociali, culturali e politiche
con uno sguardo oggettivante, selettivo e dunque decontestualizzato, con il
fine di appropriarcene e trarne degli ingredienti fissi. Estrapoliamo gli
“oggetti” dal loro contesto nella misura in cui “risuonano”, nel senso che si
accordano con la nostra identità personale, o almeno evocano l’immagine di un
insieme armonico e quindi solido e compiuto. Tuttavia, come illustrano i
contributi del quaderno 22 della nostra rivista, i tentativi di oggettivazione
miranti ad evitare l’incontro traumatico dell’io con l’ambiente esterno sono
frustrati dallo scorrere inarrestabile del divenire. Ridefiniamo la nostra
individualità navigando le correnti dei flussi socio-politici, culturali e
linguistici che costituiscono lo spazio che abbiamo voluto chiamare
“transizionale”. Uno spazio in cui sia la dimensione della nostra personalità,
sia quella della politica, assumono una complessità che possiamo interpretare
solo in modo interdisciplinare, vale a dire, combinando lo strumentario della
scienza politica con le scienze linguistico-letterarie, con la semantica, nonché
la filosofia, la storia, la psicologia e la sociologia della comunicazione…»
Ronald Car, Introduzione. Personale e politico. Uno spazio transizionale
Introduzione. Personale e politico. Uno spazio transizionale,
Ronald Car
https://doi.org/10.13138/h.vi22.5363
Governare l’esclusione. Meritocrazia, violenza di genere e
l’erosione delle politiche di inclusività, Nicolò Maria Ingarra
https://doi.org/10.13138/h.vi22.5364
Beyond the
“personal” and the “political”. Rethinking journalism as relational work, Giacomo
Buoncompagni
https://doi.org/10.13138/h.vi22.5366
Sfera Pubblica Digitale e Repubblicanesimo: Authoring,
Editing, e Contestatory Democracy, Andrea Bruscia
https://doi.org/10.13138/h.vi22.5367
The
Intelligentsia’s Literary Identities in Transition and the Quest for
Nationalist Sentiments in the Early Twentieth- Century Southern Vietnam: A Look
into Tân Dân Tử’s Historical Novels, Van Phuc Nguyen, Luca Lampacrescia
https://doi.org/10.13138/h.vi22.5368
The
Colonization of Democratic Discourse: A Habermasian Critique of “Crowds on
Demand”, Roberth Pascal
https://doi.org/10.13138/h.vi22.5369
Grief and
Democracy: Mourning, Mobilisation, and Public Distrust after Recent Tragedies
in South Korea, Miriam Bartolozzi
https://doi.org/10.13138/h.vi22.5371
Decostruzione narrativa degli stereotipi inferiorizzanti: il
caso di Igiaba Scego, Riccardo Giachini
https://doi.org/10.13138/h.vi22.5373
La lingua dei colonizzatori nella letteratura postcoloniale:
Case study su due autori maghrebini, Hans-Georg Grüning
https://doi.org/10.13138/h.vi22.5374
Titolo
Heteroglossia n. 22 (2026): Personale e politico
Autori
Ronald Car (a cura di)
Pagine
215
Anno di edizione
2026
Editore
EUM Edizioni Università di Macerata
Collana
Heteroglossia
DOI
https://doi.org/10.13138/2037-7037/2026
ISSN
2281-633X
ISSN Online
2037-7037
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Digitale
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Open Access