Teatro antico, non solo didattica
Sul fronte dello spettacolo di prosa, da quasi trent'anni l'estate marchigiana è caratterizzata da una rassegna che unisce palcoscenici molto particolari, ovvero aree archeologiche e resti di antiche strutture teatrali, come l'anfiteatro romano di Urbs Salvia ad Urbisaglia o il teatro romano di Helvia Recina a Macerata. Si tratta del progetto Tau (Teatri Antichi Uniti), che offre la possibilità di godere all'aperto, nella frescura di belle serate estive, opere immortali di autori classici, latini e greci, da Plauto a Euripide, da Eschilo ad Aristofane e altri. Le commedie e le tragedie di questi autori sono ancora talmente attuali nei loro insegnamenti da richiamare sempre un pubblico assai variegato, con una crescente partecipazione dei giovani. Segno che la cultura greca e quella latina conservano non solo il loro fascino, ma anche una loro utilità. La capacità del teatro classico di attrarre il pubblico giovanile dimostra quanto sia stato poco avveduta quella riforma scolastica degli anni '60 e '70 del secolo scorso che abolendo lo studio del latino nella scuola media, dopo averlo in un primo tempo reso facoltativo, ha privato intere generazioni di studenti della possibilità di irrobustire la loro formazione di base attraverso la conoscenza dell'inestimabile patrimonio di valori di cui è portatrice la cultura classica. Il successo della rassegna «Teatri Antichi Uniti», che con il concorso degli enti locali viene organizzata sin dal 1999 dall'Associazione marchigiana attività teatrali (Amat), trova un'indiretta spiegazione nelle pagine di un volume edito dalle Eum (Edizioni Università di Macerata), a cura di Francesca Boldrer e Luca Lattanzi. Negli otto brevi saggi che vi sono raccolti alcuni docenti di diversi atenei italiani e docenti di latino e greco di vari licei testimoniano come il teatro antico, con la sua vitalità, sia oggi un gratificante strumento didattico capace di attrarre e coinvolgere sempre più gli studenti verso la letteratura greca e latina e le lingue classiche.
I contributi raccolti nel volume affrontano l'rgomento da diverse prospettive: filologiche, letterarie e didattiche. Andrea Baldo si sofferma sugli aspetti normativi e riflette sull'uso dei testi teatrali come strumenti per trasmettere contenuti culturali. Francesca Boldrer offre spunti per una rilettura delle Bucoliche di Virgilio e del primo libro delle Satire di Orazio. Il semiologo Marcello La Matina tratta «il ruolo che il teatro greco può aver giocato nel porre le basi logiche della nozione di persona traducendo il contenuto dei tradizionali miti in un linguaggio adatto alla rappresentazione». Angela Carcàisio si occupa della progettazione didattica per aiutare gli studenti a comprendere il ruolo del greco e del latino nel Mediterraneo antico e la loro importanza per la comprensione della propria identità umana e culturale. Marcella Petrucci, Laura Dionisi, Elisabetta Biella e Micol Jalla illustrano concrete esperienze didattiche e di laboratori teatrali nei licei
Riferito a
Vitalità del teatro antico e applicazioni nella didattica delle lingue classicheRaccolta di studi
Francesca Boldrer e Luca Lattanzi (a cura di)