"Come si evince dal titolo, questa riflessione, inserita nella prestigiosa serie delle Leo Lectures, riguarda la nozione di macchina, da vedersi collocata sotto una luce molto particolare; infatti, tale riflessione connette epoche molto lontane fra loro attraverso concetti e autori apparentemente irrelati. Si ritiene infatti che un siffatto criterio di lettura (storico concettuale), in cui Leonardo da Vinci ‘dialoga’ (o confligge) con Norbert Wiener, uno dei creatori della cibernetica, possa trovare accoglienza fra le generalizzazioni in uso presso saperi diversi dalla filosofia della tecnologia e dalla tecnologia politica, in cui si colloca chi scrive; tali saperi, fra gli altri, sono l’ingegneria robotica e l’ingegneria meccanica più attente alle dimensioni artistiche ed esperienziali (sensoriali e immaginative) della vita umana. Il termine generalizzazioni è particolarmente adatto a cogliere il metodo di Leonardo, il metodo analogico: quest’ultimo consentiva allo scienziato- artista di Vinci di proiettare su ambiti nuovi le scoperte che di volta in volta questi faceva, scomponendo e ricomponendo gli elementi degli assemblaggi o dei composti di fronte ai quali si poneva con il suo sguardo acuto e del pari sinottico. Una serie di affermazioni come questa si dispone ad essere vagliata da chi legge secondo un atteggiamento che si auspica più distaccato, scevro dalla ricerca di rivelazioni sensazionalistiche, di quanto non fosse la disposizione mentale in auge qualche tempo fa; si sono infatti allontanate nel passato le celebrazioni legate all’anno che più di cinque secoli addietro vide la morte di Leonardo da Vinci. Il maggior distacco richiesto al lettore e alla lettrice non significa neutralità, al contrario, è ciò che facilita la comprensione della dichiarazione d’intenti sui metodi da parte di chi scrive. Questa presa di posizione si identifica con l’opzione di chi pone in luce le matrici di lunga durata, senza minimizzare gli scarti innovativi, e ricorrendo al movimento che va avanti e torna indietro, inspessendo la trama del tessuto interpretativo, che viene così creato da una metaforica spoletta di telaio. Questa metafora che sarebbe comprensibile a Leonardo è anche suscettibile di venire estesa ad alcuni tratti della retroazione, il movimento tipico della scienza chiamata cibernetica..."
Barbara Henry è Professoressa ordinaria di Filosofia politica presso la Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento Sant’Anna (SSA), Pisa, Italia. Ha condotto attività di ricerca presso le Università di Bochum, Saarland, Erlangen-Nürnberg, Lucerna, l’Università Humboldt di Berlino e l’Università di Pechino; ha tenuto lezioni presso le Università di Francoforte sul Meno, Monaco di Baviera, Chongqing, Pechino. I suoi principali interessi di ricerca includono: filosofia classica tedesca, neokantianismo, giudizio politico ed ermeneutica, filosofia della tecnica e miti politici moderni, identità politica e culturale, tolleranza e interculturalità, studi ebraici sugli antropoidi artificiali, questioni di genere, immaginario robotico e cibernetico, tecnologia politica, studi postumanisti. Ha pubblicato su E. Cassirer, H. Arendt, M. Heidegger, E. Jünger. Ha tradotto le Aggiunte di Eduard Gans alla Filosofia del Diritto di Hegel. È stata premiata con il «Premio Matteotti» (2006, 2021) e con borse di studio nazionali e internazionali. Dal 1994/95 a oggi, è stata docente di corsi avanzati di filosofia politica presso la SSA, presso cui ha inoltre supervisionato molti ex allievi/e e dottorandi/e, ha seguito anche dottorandi/e di altre Università (tra cui Macerata, Roma, Bari, Palermo). Ha inoltre coordinato numerose unità di ricerca di progetti nazionali (MIUR, CNR, Prin), e di progetti Jean Monnet, facendo parte di progetti europei: tra gli altri, Soul for Europe e HIDEANDOLA. È stata componente del comitato scientifico della rivista “European Journal of Social Theory”. È anche membro del Comitato esecutivo di “Politica e società”, di “Iride”, della RIFP (Rivista Italiana di Filosofia Politica). È stata la prima direttrice italiana dell’Istituto Confucio di Pisa. Barbara Henry ha pubblicato più di 196 pubblicazioni accademiche, tra cui 5 monografie, 84 contributi a riviste e 77 articoli in volume.