Al centro del dialogo il volume di Matilde Morrone Mozzi, In questa casa c’è un segreto. Lettura junghiana di dimore fiabesche (eum, 2025), un libro che intreccia immaginario fiabesco e ricerca interiore. In conversazione con l’autrice saranno Arianna Fermani, che firma la postfazione del volume, e Simona Antolini, presidente delle eum.
In questa casa c’è un segreto poggia, come ogni casa, su fondamenta: motivi e temi della psicologia del profondo di C. G. Jung vengono qui rivisitati narrativamente e corredati da brani attinti dal patrimonio fiabesco. L’eroe di fiaba, disperso o rifugiato nel bosco, si imbatte nel suo vagare in casupole o magioni in cui trova provvisoria accoglienza. Si pongono queste dimore non come puri luoghi geografici, ma rappresentazioni simboliche: immaginari punti d’arresto, luoghi di sosta in cui il cammino di chi è per via momentaneamente si interrompe, decisive al volto di chi vi transita, al suo disegno o progetto di sé. Da lì uscirà trasformato. La lezione delle fiabe è presentata sotto un duplice punto di vista, come se contenesse fin dall’inizio anche il suo opposto. Interroga il viandante su se stesso, e con lui anche noi che leggiamo. Dice: “Ti sei fatto questa domanda?”. Apertura a un gioco di temi che racchiudono altri temi per un possibile itinerario interiore.
L’appuntamento si inserisce nel programma di Macerata Racconta, il festival che dal 30 giugno al 5 luglio 2026 animerà il centro storico cittadino con incontri, reading, dialoghi e presentazioni dedicate al mondo dei libri e delle idee.
Per conoscere il programma completo della manifestazione è possibile visitare il sito di Macerata Racconta