La libreria Goliarda di Pedaso ospiterà il prossimo Colloquio eum “Dove iniziano le storie” dedicato alla neonata collana eum Erga e ai primi due volumi, Tornare a ridere al giorno. La traduzione e/è la vita di Stella Sacchini e In questa casa c’è un segreto di Matilde Morrone Mozzi. Martedì 9 giugno alle 21.30, con le autrici dialogherà la prof.ssa Simona Antolini, Presidente delle eum.
Tornare a ridere al giorno. La traduzione e/è la vita: ma cosa c’entra la traduzione con la vita? Niente, direbbe qualcuno. Tutto, in realtà. Traduciamo sempre, dal mattino quando ci svegliamo fino al momento in cui, la sera, sprofondiamo nel sonno, e forse anche dopo, mentre attraversiamo il territorio liminale e umbratile dei sogni. Traduciamo ogni volta che proviamo a farci capire dagli altri, ogni volta che tentiamo di esprimere a parole i nostri pensieri, le nostre emozioni. Traduciamo quando scriviamo e le parole sul foglio ci sembrano pallidi riflessi delle nostre idee. Traduciamo perché siamo vivi, e traduciamo anche per strappare alla morte chi ha ormai varcato il confine oltre cui vagolano le anime di chi non conosce più la luce del giorno. Traduciamo perché quelle anime tornino a ridere al giorno.
In questa casa c’è un segreto poggia, come ogni casa, su fondamenta: motivi e temi della psicologia del profondo di C. G. Jung vengono qui rivisitati narrativamente e corredati da brani attinti dal patrimonio fiabesco. L’eroe di fiaba, disperso o rifugiato nel bosco, si imbatte nel suo vagare in casupole o magioni in cui trova provvisoria accoglienza. Si pongono queste dimore non come puri luoghi geografici, ma rappresentazioni simboliche: immaginari punti d’arresto, luoghi di sosta in cui il cammino di chi è per via momentaneamente si interrompe, decisive al volto di chi vi transita, al suo disegno o progetto di sé. Da lì uscirà trasformato. La lezione delle fiabe è presentata sotto un duplice punto di vista, come se contenesse fin dall’inizio anche il suo opposto. Interroga il viandante su se stesso, e con lui anche noi che leggiamo. Dice: “Ti sei fatto questa domanda?”. Apertura a un gioco di temi che racchiudono altri temi per un possibile itinerario interiore.