Sulle tracce di una scomparsa perlopiù silenziosa, il volume prende in esame le piccole scuole e le scuole di montagna del Sudtirolo chiuse nel corso degli ultimi decenni e, attraverso la ricostruzione delle loro vicende, mette in luce processi emblematici della storia dell’istruzione europea. Muovendo dalla conclusione, spesso dolorosa e tuttavia poco appariscente, dell’esperienza di una piccola scuola, l’analisi ne ripercorre a ritroso la storia fino alle origini: quali condizioni hanno reso possibile l’istituzione di una scuola? Quali aspettative sociali e politiche erano a essa connesse? Quali presupposti economici e sociali ne hanno consentito l’esistenza? E quali sviluppi li hanno portati alla chiusura? Nell’alternarsi di periodi di sviluppo e di crisi, la scuola emerge come luogo di condensazione e cristallizzazione delle dinamiche sociali, economiche e culturali del contesto in cui è inserita. Al centro del volume vi sono tre ampi studi di caso: le scuole situate lungo il confine linguistico del Sudtirolo, in Val Sarentino e in Val Venosta.
La scuola nell’interazione tra sistemi e attori, tempo e spazio. Introduzione storica e teorica Tempo e spazio nella loro simbiosi Primi passi per un’istituzionalizzazione e regolamentazione dell’istruzione nel Tirolo medievale e moderno L’istruzione popolare tra le concezioni dell’Illuminismo e le pretese del potere assolutista
L’istruzione popolare al centro del Kulturkampf
La scuola tra fascismo e nazismo: l’istruzione sotto la nuova appartenenza statale dopo il 1918 e nel contesto dei regimi totalitari
La ricostruzione della scuola di lingua tedesca in Sudtirolo dopo il 1945
Alla ricerca di uno spazio perduto. Il caso delle piccole scuole di montagna
In un cielo diviso
Le piccole scuole della Bassa Atesina: tra Chiesa e controversie linguistiche
Gfrill. Una scuola al confine
Buchholz, Vadena e gli altri: le piccole scuole nella diaspora etnica Favogna. La scuola grazie al beneficio ecclesiastico e alla signoria Per grazia divina e per mano dell’uomo Il distretto scolastico della Val Sarentino. Esempi di pionierismo ecclesiastico e autarchia contadina Vormeswald e Windlahn. La scuola al di là del tempo e dello spazio Halbweg, Bundschen, Rabenstein, Unterreinswald. Storie di viabilità in Val Sarentino Öttenbach. Bourdieu alla scuola di montagna Idilli sul precipizio Scorci dalla Val Venosta: l’ultimo periodo di splendore delle scuole di montagna in Sudtirolo Sonnenberg, Nördersberg. L’apprendimento tra luci e ombre Allitz, Tanas, Obertels. Lezioni di religione nel villaggio vicino
Trumsberg. Memorie di un maestro di scuola
Stanze della memoria
Le piccole scuole come punti di cristallizzazione nella mutazione delle strategie scolastiche e di politica educativa Sull’apertura dello spazio pedagogico Scuole al crocevia tra sistema e mondo della vita Mondo della vita e formazione continua Tra calore familiare ed esclusione Dalla Stube alla città globale Misure nell’edilizia scolastica come espressione di politica scolastica «Vi era una grave carenza di spazi» – Intervista all’architetto Josef March Intervista all’architetto Josef March (realizzata l’08.01.2013, integrata il 26.11.2019)
Annemarie Augschöll Blasbichler
Hans Karl Peterlini
Annemarie Augschöll Blasbichler è cresciuta nella Valle Isarco, in Sudtirolo. Dopo gli studi in storia e scienze dell’educazione, ha avviato la sua carriera accademica all’Università di Innsbruck. Dal 2006 è professoressa presso la Facoltà di Scienze della Formazione della Libera Università di Bolzano. Presso la stessa università dirige il Centro di ricerca e documentazione sulla storia dell’educazione in Alto Adige, con sede a Bressanone. La sua ricerca spazia dalla storia dell’educazione alle questioni educative contemporanee. Tra i suoi ambiti di interesse figurano anche le «piccole scuole», un tema legato alle sue prime esperienze professionali.
Hans Karl Peterlini è cresciuto nel Sudtirolo plurilingue, di cui ha seguito per molti anni, come giornalista, le vicende sociali e politiche. Il suo percorso lo ha portato dal giornalismo alla ricerca educativa, con particolare attenzione ai processi di apprendimento sociale, alla diversità e alla partecipazione. Dal 2014 è professore di Scienze dell’Educazione Generale ed Educazione Interculturale presso l’Università di Klagenfurt, dove nel 2020 ha fondato la Cattedra UNESCO per l’Educazione alla Cittadinanza Globale - Cultura della Diversità e della Pace. La sua ricerca esplora le possibilità di un’educazione trasformativa, partecipativa e inclusiva.