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eum Narrazioni e rappresentazioni dell’Adriatico ieri e oggi View full size

 
 

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eum Narrazioni e rappresentazioni dell’Adriatico ieri e oggi

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  • Codice ISBN (print) 978-88-6056-737-6
  • Codice ISBN (PDF) 978-88-6056-738-3
  • Numero pagine 160
  • Formato 14x21
  • Anno 2021
  • Editore © 2021 eum edizioni università di macerata
  • Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License
Orizzonti della Marca
Eum Redazione

Sconfinando nell’Adriatico

di Alessandro Feliziani, Orizzonti con libri, Orizzonti della Marca, Anno IX - n. 30, 31 luglio 2021, p. 3

Trent’anni fa molte regioni adriatiche – tra queste anche la Marche – scoprirono di essere la terra promessa per decine di migliaia di albanesi, che stavano lasciando in massa il loro Paese per approdare sulle nostre coste a bordo di navi mercantili stracolme. Quell’esodo di massa, avvenuto all’indomani della caduta in Albania del regime comunista, rappresentò l’abbattimento del “muro d’acqua” che il mare Adriatico era stato per anni, costituendo – al pari del Muro di Berlino – la “cortina di ferro” tra le due parti contrapposte dell’Europa. Questi fatti rappresentano solo una piccola parte del saggio con il quale Carlo Pongetti, attraverso un viaggio nel tempo tra terre, genti, culture, religioni e lingue dell’Adriatico, apre un volume che Costanza Geddes da Filicaia e Sara Lorenzetti hanno curato per le edizioni dell’Università di Macerata. Il libro, che contiene altri dieci brevi saggi di autori diversi, è una rappresentazione dell’Adriatico attraverso le opere di scrittori e poeti, dall’Ottocento ai giorni nostri, tra i quali anche il narratore, pittore e incisore marchigiano Adolfo De Carolis (1874 – 1928), del quale – all’interno del saggio di Alfredo Luzi – sono riprodotte diverse opere figurative. Tra gli autori presi in considerazione c’è anche il matelicese Libero Bigiaretti (1905 –1993) del quale Carla Carotenuto ricostruisce il legame avuto dallo scrittore con la terra jugoslava e in particolare con le isole della Dalmazia, che più volte hanno fatto da sfondo nelle sue opere, in particolare nel romanzo “La controfigura” (Premio Viareggio, 1968). Nel saggio di Lorenzo Abbate, l’Adriatico è visto attraverso le lettere che Paolina Leopardi, sorella di Giacomo, scrive alla cognata Teresa Teja, moglie in seconde nozze dell’altro fratello, Carlo, a partire dal 1857. Sono lettere di viaggi lungo le coste adriatiche, in particolare nell’area foggiana, barese e brindisina. Oltre alle due curatrici del volume e agli autori già citati, nel libro sono presenti testi di Umberto Brunetti, Sandro Gentili, Silvia Zangrandi, Michela Meschini e Giuseppe Lupo. Nei vari scritti le rappresentazioni dell’Adriatico trovano spunto dalle narrazioni di altri celebri autori, tra i quali Giorgio Bassani, Giovanni Comisso, Anna Maria Ortese, Lalla Romano, Claudio Magris e Raffale Nigro.

 
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