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La leggenda del «santo educatore» View full size

 
 

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La leggenda del «santo educatore»

  • Codice ISBN (print) 978-88-6056-714-7
  • Codice ISBN (PDF) 978-88-6056-715-4
  • Codice ISSN (print) 2421-2784
  • Numero pagine 136
  • Formato 14x21
  • Anno 2021
  • Editore © 2021 eum edizioni università di macerata
Recensione di Sofia Russo, allieva della Scuola di Studi Superiori Giacomo Leopardi - Università di Macerata
Eum Redazione

“La leggenda del «santo educatore»”, pubblicazione del Professor Roberto Sani è un contributo affascinante ed estremamente interessante sulla figura di san Filippo Neri, uno dei principali fautori del rinnovamento spirituale e religioso nella Roma del XVI secolo; l’autore riflette, in particolar modo, sulla fama di educatore della gioventù di questo santo, dotato di una perspicacia pedagogica non comune. Roberto Sani, Professore Ordinario di Storia della pedagogia presso l’Università di Macerata – della quale è stato anche rettore – riflette, proprio, sulla “tradizione” che vede Filippo Neri come un «santo educatore», inventore dell’Oratorio, un’istituzione educativa destinata nei secoli ad un grande successo e considerata il paradigma della formazione cattolica per eccellenza, che avrà il suo massimo sviluppo nell’età della Restaurazione. L’intento dell’autore è rintracciare da dove nasca questa leggenda relativa alla figura di san Filippo Neri e nei cinque capitoli che compongono il libro si ripercorre la storia del santo fiorentino, a partire dai vari processi che lo hanno portato alla canonizzazione.
L’autore esamina le testimonianze che vengono rese nel corso dei vari processi che portarono alla canonizzazione di san Filippo Neri per cogliere le origini e le ragioni profonde della “tradizione” che interpreta la sua figura come educatore dei giovani, inventore dell’Oratorio. La canonizzazione di Filippo Neri, il 12 marzo del 1622, ebbe un lungo e complesso percorso ed è interessante riscontrare, come suggerisce l’autore, il fatto che riferimenti al santo come «educatore dell’infanzia e della gioventù» e all’Oratorio come prototipo dell’educazione cattolica sono del tutto assenti. Numerose, invece, sono le testimonianze che sottolineano i poteri taumaturgici del santo fiorentino, dimostrati dai suoi numerosi miracoli e prodigi, che costituiscono in grande parte le deposizioni rese nel corso del suo processo di canonizzazione. Allo stesso modo vengono esaminate le principali opere agiografiche dedicate al santo fiorentino dalle quali emerge la figura di un modello di perfezione cristiana, un pastore di anime, in completo accordo con i dettami della Chiesa post-tridentina. Le uniche eccezioni a questa immagine, sottolinea l’autore, si rintracciano in agiografie tarde, del XVIII secolo, dove, seppure in modo marginale e sporadico, si fa riferimento all’attenzione che Filippo Neri dimostra di avere verso i giovani, per tenerli lontani dai peccati e guidarli sul cammino della fede.
L’autore traccia un profilo completo della sua indagine volta a scoprire da dove provenga la “tradizione” che vede Filippo Neri come un «santo educatore» riscontrando come, se non nelle fonti contemporanee o successive di qualche secolo al sacerdote fiorentino, è a partire dai primi decenni del XIX secolo che si afferma la figura di san Filippo Neri come educatore della gioventù e che l’Oratorio da lui fondato viene interpretato come un’istituzione principalmente educativa per i giovani. Questa immagine del santo fiorentino si impone per tutto l’Ottocento e costituisce l’elemento centrale nelle agiografie e nelle iconografie di stampo popolare. Questa nuova interpretazione della figura di Neri è però legata anche alle profonde trasformazioni che la Chiesa e il cattolicesimo attraversavano in quel secolo. L’autore spiega questa reinterpretazione della figura di Filippo Neri nel quadro di profonda crisi generale causata anche dal venire meno dei governi assolutistici settecenteschi: si registra una fioritura di nuovi istituti religiosi maschili e femminili che prestarono particolare attenzione all’educazione della gioventù, vista come un mezzo privilegiato ed efficace per una completa formazione cristiana della società, per riformarla e rinnovare i costumi religiosi. Così si comprende bene perché la figura di san Filippo Neri si configura come «una sorta di trait d’union fra la gloriosa tradizione pedagogica ed educativa della Chiesa del Cinquecento e le iniziative ed esperienze avviate su questo stesso terreno dal cattolicesimo della Restaurazione».
L’analisi giunge fino alla contemporaneità, attraversando il Novecento, alla fiction RAI del 2010 “Preferisco il Paradiso” che ha come protagonista proprio l’attività pedagogica di san Filippo Neri, attività che si configura come una leggenda, priva di basi storiche ma ricca di significati simbolici che oltrepassano la figura di Filippo Neri per gettare una luce sulle caratteristiche dell’evoluzione dell’immaginario religioso della nostra società.
Particolarmente stimolante è il capitolo dedicato all’indagine iconografica sul santo fiorentino, che l’autore propone per analizzare i mutamenti nella rappresentazione di san Filippo Neri, dove si nota che in molte opere viene esaltato come mistico, uomo di preghiera e fervente sostenitore dell’adorazione eucaristica. Anche in questo caso l’autore sottolinea come nelle rappresentazioni di Filippo Neri del XVII e XVIII secolo, non si rintraccia quella “tradizione” che interpreta questa figura come «santo educatore». Solo alla fine del XVIII secolo si verificherà un cambio nell’iconografia con nuove illustrazioni che mettono in risalto l’attenzione per il mondo giovanile e il ruolo di educatore di Neri.
“La leggenda del «santo educatore»” è un pregevole e interessante contributo che illumina la figura di un santo, Filippo Neri, tracciandone il profilo storico e poi l’immaginario che è entrato nel simbolismo e nella cultura di massa della nostra società. Lo stile scorrevole e la coerenza dell’esposizione permettono di seguire con facilità l’esposizione e le argomentazioni dell’autore.

Sofia Russo

 
Avvenire
Eum Redazione

Roberto Sani analizza il successo dell’oratorio di san Filippo Neri

di Alessandro Feliziani, Avvenire, Emmaus, martedì 18 maggio 2021

Una decina di anni fa la Rai mise in onda una fortunata fiction televisiva dedicata alla figura di san Filippo Neri, cui è intitolata l’omonima bella chiesa barocca nel centro storico di Macerata. “Preferisco il paradiso” – questo il titolo del film per la Tv -, nell’unire storia e leggenda, rese rinnovata popolarità all’opera “innovatrice” del sacerdote fiorentino che, nella Roma del Cinquecento, diede vita al primo Oratorio per l’assistenza spirituale ed educativa dei piccoli trovatelli della città.
Ora, Roberto Sani, professore ordinario di Storia dell’educazione all’Università di Macerata – della quale è stato anche rettore – ha dato alle stampe un libro (La leggenda del “santo educatore”, edizioni EUM, Macerata 2021, pp. 138, euro 13) in cui, con il rigore scientifico proprio dello studioso, approfondisce la genesi e le caratteristiche della “tradizione” che attribuisce a San Filippo la fama di “educatore dell’infanzia e della gioventù”. Dall’esame delle testimonianze rese nel corso dei processi di beatificazione e canonizzazione di san Filippo, l’autore approfondisce il grande successo che quella istituzione educativa ha avuto nei secoli seguenti, attraverso l’opera di vari istituti religiosi e in primo luogo di san Giovanni Bosco con la sua congregazione Salesiana.

 
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