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Proposte e ricerche n. 82 View full size

 
 

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Proposte e ricerche n. 82

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  • Codice ISBN (print) 978-88-6056-641-6
  • Codice ISSN (print) 0392-1794
  • Numero pagine 246
  • Formato 17x24
  • Anno 2019
  • Editore © 2019 eum edizioni università di macerata
  • The Journal web site: https://proposteericerche.univpm.it/
Orizzonti della Marca
Eum Redazione

«Funghi camerinesi. Nel Seicento»

Orizzonti con libri, «Speciale riviste», Orizzonti della Marca, p. 4

Andrea Ubrizsy Savoia, Federico Cesi. Linceo, Camerino e i funghi, in «Proposte e ricerche», anno XLII, n. 82, Eum edizioni, Macerata 2019, pp. 151-165.

Federico Cesi (1585-1630) fu scienziato naturalista, termine quanto mai appropriato nel secolo che fu di Galileo Galilei. Del celeberrimo fisico e filosofo della natura il Cesi ebbe l’opportunità di leggere “in anteprima” e di far copiare il manoscritto de «Il Saggiatore», come apprendiamo da una lettera del 28 gennaio 1623 inoltratagli dal cugino Virginio Cesarini. Federico Cesi passerà alla storia per essere stato il fondatore dell’Accademia dei Lincei, fondata a Roma nel 1603 insieme al fabrianese Francesco Stelluti, ad Anastasio de Filiis e a Jan van Heeck. Proposito dell’Accademia era quello di promuovere la rinascita degli studi naturalistici, che a quel tempo per più ragioni versavano in decadenza.
Sono noti i rapporti indiretti di Federico Cesi con Camerino, a quel tempo importante centro dello Stato della Chiesa. Tra 2002 e 2003, alla mostra «Il Trionfo del tempo», allestita presso il palazzo Fontana di Trevi a Roma, vennero esposti centocinquantasette manoscritti dell’Accademia nazionale dei Lincei. Nell’occasione demmo notizia dell’esposizione di un manoscritto acquerellato cui era stato attribuito il sommario titolo di «Stemmi di Camerino», copia degli Elogia commissionati da Giovanni Maria da Varano che decoravano le pareti della sala grande del Palazzo ducale, facente parte di un più ampio codice contenente notizie camerinesi di varia epoca. Ora però Andrea Ubrizsy Savoia, già docente di botanica presso l’Università La Sapienza di Roma, non nuova a studi camerti, ha individuato, nei tre volumi manoscritti dal titolo Fungorum genera et species [Generi e specie dei funghi], databili presumibilmente 1624 e conservati presso la Bibliothèque de l’Institut de France a Parigi, un collegamento diretto tra Camerino e il Cesi nelle ventuno tavole che riproducono e descrivono funghi che dalle annotazioni riportate con molta probabilità richiamano il territorio camerte. L’autrice si domanda su chi mai possa avere segnalato e recapitato al Cesi, che in quell’epoca viveva nel palazzo familiare di Acquasparta, funghi provenienti da Camerino. I “sospetti” ricadono su Francesco Moriconi di Apiro, suo segretario. Il saggio è peraltro ricco di richiami (pur con alcune date e circostanze da verificare) alla piccola capitale della Marca pontificia: dalla famiglia Monaldi, cui apparteneva il Ranieri Baschi del «sacco svevo» del 1259 ai cardinali Giori e Pierbenedetti, a Cesare Gherardi che di Camerino fu vescovo solo per un anno nel 1622.

 
Orizzonti della Marca
Eum Redazione

«Prospettive per la ricostruzione»

di Alessandro Feliziani, Orizzonti con libri, Orizzonti della Marca, p. 3

A quasi quattro anni dal terremoto i territori colpiti dal sisma sono ancora sospesi tra promesse e ritardi. Le comunità vivono una situazione di incertezza in cui dominano aspettative, ma anche dubbi. Tale situazione viene denunciata anche nel più recente numero di «Proposte e ricerche», rivista semestrale dedicata a economia e società nella storia dell’Italia centrale. Il numero 82 del periodico, edito da Eum, è un volume monografico dedicato alle problematiche della ricostruzione post terremoto e alle questioni delle aree interne. Partendo da una prospettiva storica, gli articoli raccolti nella rivista offrono approcci analitici di carattere sociologico, economico e anche giuridico. Nel loro insieme tali lavori costituiscono un impianto multidisciplinare che – come scrive il coordinatore del comitato di direzione, Francesco Chiapparino – senza negare il fatto che la ricostruzione rappresenti innanzitutto un problema tecnico, vuole sottolineare come anche le scienze sociali, storiche e giuridiche «... possano dire cose importanti, se non addirittura imprescindibili» affinché le scelte non siano lasciate all’improvvisazione, ma avvengano sulla base di «analisi ponderate e valutazioni critiche».
In apertura del volume Gabriele Morettini – esaminando le varie ondate e modalità dello spopolamento avvenute nel corso dei decenni – offre possibili risposte al doppio quesito emerso sin dal primo momento del post sisma: «Dov’era? Com’era?». Fabiano Compagnucci analizza il contesto territoriale, finalizzato a individuare le necessarie politiche di sviluppo, mentre Augusto Ciuffetti rilegge la storia delle diverse aree colpite dal terremoto del 2016 per sottolineare come gli Appennini rappresentino un complesso e articolato spazio economico, sociale e culturale che nel corso dei secoli è stato al centro della storia d’Italia. Laura Trucchia fornisce una rassegna degli strumenti normativi e delle prospettive legislative in grado di fornire un supporto alla ricostruzione. Natascia Ridolfi e Marco Giovagnoli analizzano, rispettivamente, gli interventi pubblici e privati del post sisma in occasione dei vari terremoti avvenuti in Italia nel corso del ’900 e i riflessi sociali provocati nella popolazione dal terremoto del 2016. Completano il volume alcuni saggi storici. Uno di questi, a firma di Andrea Ubrizsy Savoia, riguarda il cofondatore dell’Accademia dei Lincei, Federico Cesi (1585 – 1630), appartenente alla nobile famiglia che diede nome alla frazione di Serravalle di Chienti, il quale ebbe stretti rapporti con Camerino.

 
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