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Immaginare il futuro

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  • Codice ISBN 978-88-6056-602-7
  • Numero pagine 165
  • Formato 14x21
  • Anno 2019
  • Editore © 2019 eum edizioni università di macerata
Orizzonti della marca
Eum Redazione

Mattei e Vanoni, lucidi “sognatori” di concretezza

di Alessandro Feliziani, "Orizzonti con libri", Orizzonti della marca, Anno VII - n. 45, 16 novembre 2019

Cosa può idealmente unire un imprenditore e un ministro delle finanze? Oggi probabilmente poco o nulla. Anzi, forse è più facile immaginare queste due figure con visioni addirittura opposte. Eppure non è stato sempre così. Occorre però andare indietro di settant’anni, nell’immediato secondo dopoguerra, quando l’Italia, con la ricostruzione post-bellica, si preparava a vivere quello che sarebbe poi stato definito il “boom economico”. A quel tempo il ministro delle finanze rispondeva al nome di Ezio Vanoni (1903-1956), per il quale «la solidarietà sociale era posta a base del dovere tributario» e l’imprenditore che più di altri faceva in quegli anni parlare di sé era il marchigiano Enrico Mattei (1906-1962), per il quale «l’intervento pubblico nel settore energetico aveva lo scopo di promuovere il bene economico collettivo».
Prima ancora che il senso dello Stato e del bene comune, ad accomunare i due uomini era la capacità di saper anticipare i tempi. In poche parole di “immaginare il futuro”. Nulla meglio di questa definizione poteva, quindi, essere scelta come titolo per un libro che Giuseppe Rivetti, docente di diritto tributario all’università di Macerata, ha curato per la casa editrice Eum. Il volume – con prefazione di Maurizio Vecchiola – raccoglie in modo sistematico gli atti di un convegno che si è svolto a Macerata con lo scopo di poter cogliere l’essenza e l’attualità della visione politica e delle intuizioni economiche di Mattei e Vanoni.
Il libro si apre con un commosso ricordo di Ezio Vanoni scritto da Enrico Mattei nel 1956, in occasione della prematura scomparsa del ministro e contiene una dozzina di contributi che, sotto diverse angolature, si concentrano sull’uno o sull’altro personaggio. La stretta relazione tra Mattei e Vanoni – anche di profonda amicizia, oltre che di concreta azione politico-economica – è invece affrontata nei capitoli scritti da Giuseppe Accorinti (recentemente scomparso), già stretto collaboratore di Mattei all’Eni e da Renato Mattioni, firma ben nota ai lettori di questo giornale. Proprio quest’ultimo scrive tra l’altro: «I percorsi di Vanoni e di Mattei – del quale fa anche un breve cenno al discorso tenuto in occasione della laurea honoris causa conferitagli dall’università di Camerino – procedevano di pari passo accomunati da uno spirito di servizio nei confronti della collettività». Forse proprio questo negli anni è venuto a mancare e il libro, opportunamente, ce lo ricorda.

 
EmmeTv
Eum Redazione

Mattei e Vanoni: bene comune, stella polare in politica ed economia

La lezione dei due grandi protagonisti del dopoguerra nel libro “Immaginare il futuro”, curato da Giuseppe Rivetti ed edito da Eum

Di Alessandro Feliziani, EmmeTv, 25 ottobre 2019

Domenica 27 ottobre ricorre il cinquantasettesimo anniversario della tragica morte di Enrico Mattei, presidente dell’Eni e uno dei maggiori artefici del boom economico italiano degli anni Sessanta, al quale si devono concrete realizzazioni anche nella sua regione, le Marche.
Alla vigilia di questo anniversario, per i tipi della casa editrice EUM (Edizioni Università di Macerata), è uscito in libreria “Immaginare il futuro. La lezione di Enrico Mattei ed Ezio Vanoni”, a cura di Giuseppe Rivetti. Il volume, che inaugura la nuova collana editoriale “Impresa & Territorio”, raccoglie gli atti di un convegno svoltosi tre anni fa presso l’Ateneo maceratese, dedicato ai due protagonisti della vita politica ed economica italiana nell’immediato secondo dopoguerra.
Tra la dozzina di contributi presenti nel libro anche quello di Giuseppe Accorinti, recentemente scomparso, che dal 1959 al 1962 fu stretto collaboratore di Enrico Mattei, diventando successivamente amministratore delegato dell’Agip petroli e presidente della Scuola Mattei.
Dal contributo dello stesso Accorinti si comprende l’origine dello stretto legame di umana amicizia tra Mattei e Vanoni. Quest’ultimo – scrive Accorinti – «era stato decisivo per la nascita dell’Eni» e fu proprio il ministro Vanoni «a convincere il presidente del Consiglio, Alcide De Gasperi, a resistere alle tante pressioni contro l’ingegner Mattei, soprattutto quando si trattò di riconoscere all’Eni l’esclusiva della ricerca petrolifera nella Valle Padana», quella che lo stesso Mattei chiamò «la cassaforte aperta degli italiani».
L’accostamento di Mattei e Vanoni sta essenzialmente nella grande capacità da parte di entrambi di “immaginare il futuro” ed essere sempre in anticipo sui tempi. Ma non solo questo unisce i due uomini. Dai vari contributi pubblicati nel volume, emerge anche una comune concezione dello Stato, del bene comune, dell’impegno nella gestione della cosa pubblica. Sia il cattolico Mattei, sia Vanoni – il quale dopo il servizio militare si distaccò dagli ambienti socialisti in cui era cresciuto – interpretano nei loro campi di azione “l’anima sociale” e, nella visione strategica delle rispettive azioni pubbliche, manifestano entrambi una comune vicinanza ai canoni della dottrina sociale della Chiesa.
Ezio Vanoni, ancora oggi il più noto tra i ministri delle Finanze, ha posto – come scrive Giuseppe Rivetti, docente di diritto tributario a Unimc – «la solidarietà sociale a base del dovere tributario», interrogandosi continuamente sul rapporto tra imposizione fiscale e giustizia sociale.
Enrico Mattei, che – come scrive Renato Mattioni contribuiva con il suo stipendio di presidente dell’Eni alle esigenze del convento delle suore di clausura “Beata Mattia” di Matelica – era un imprenditore di ispirazione cattolica che guardava al bene comune ed è stato esempio di modernità «sia nell’approccio alle politiche energetiche, sia nel modo di concepire l’intervento pubblico nell’economia». Si deve proprio a Mattei l’aver introdotto in quegli anni la cosiddetta “stagione dello Stato-imprenditore”.
Il libro – che si avvale anche dei contributi di Francesca Moroni, Maurizio Petrocchi, Francesco Merloni, Maurizio Verdenelli, Andrea Angeli, Ugo Bellesi, Lucio Biagioni, Alessandro Forlani, Otello Lupacchini, Emanuele Tacconi, Vittorio Emiliani – al pari del convegno da cui trae origine «ha l’obiettivo – scrive nella prefazione Maurizio Vecchiola – non solo di far memoria delle figure di Mattei e Vanoni, ma continuare a dialogare con loro e riuscire a cogliere l’essenza delle corrispondenti intuizioni, con la consapevolezza del presente per sviluppare nuovi percorsi». Sta di fatto che, guardando all’oggi, quei temi sembrano purtroppo ormai lontani anni luce.

https://www.emmetv.it/2019/10/25/mattei-e-vanoni-bene-comune-stella-polare-in-politica-ed-economia/

 
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