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  • Le eum al Salone Internazionale del Libro di Torino con “La gelosia delle lingue” di Adrián N. Bravi


    La trentesima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino termina registrando un’affluenza al di sopra delle aspettative e il forte gradimento dei visitatori per i numerosi eventi in programma, tra i quali la presentazione del libro La gelosia delle lingue di Adrián N. Bravi, quarto volume della collana eum “Narrativa e poesia”, all’interno degli incontri organizzati dal Coordinamento delle University Press Italiane (UPI) giovedì 18 maggio alle ore 19.15.

    A fare gli onori di casa è la prof.ssa Rosa Marisa Borraccini, Presidente delle eum edizioni università di macerata, mentre il giornalista e critico letterario Michele De Mieri introduce la conversazione, sottolineando il fatto che La gelosia delle lingue scaturisce da due dati biografici. Nato in Argentina, Bravi approda in Italia a ventiquattro anni e, dopo un intervallo di silenzio motivato dal passaggio da una lingua a un’altra, comincia a scrivere in italiano. Il libro è anche il frutto della consuetudine costante con i libri – come nella migliore tradizione degli scrittori-bibliotecari – e in tutte le pagine traspare la sapienza del lettore. È un viaggio nella letteratura novecentesca. Tra i più citati Samuel Beckett e Vladimir Nabokov, esempi di come rinascere in un’altra lingua. “È un libro brillante” afferma De Mieri “pertinente nelle affermazioni, capace di fare un punto su quello che è il dibattito partendo dalla storia biografica”.

    La gelosia delle lingue si configura come una sorta di casistica delle diverse figure della lingua: la lingua dell’amore, della morte, la difesa della lingua e così via. Bravi indaga le ragioni che spingono uno scrittore ad abbandonare la propria lingua per adottarne un’altra, e i meccanismi che animano nel tempo il rapporto con la lingua madre e con quella ospitante o adottiva.

    È proprio sull’ospitalità della lingua che pone l’accento nel suo intervento la giovanissima critica letteraria e bookblogger Giulia Ciarapica. La parola è ciò che per prima accoglie lo straniero, ma è anche il primo ostacolo che trova lo straniero, è quello che etichetta e impone schemi e regole, soprattutto se il paese di arrivo è respingente. In questa duplice valenza risiede la paradossalità della lingua.   

    Stella Sacchini, scrittrice e traduttrice, dal canto suo nota come molte affermazioni siano applicabili al traduttore, che si muove da una lingua all’altra e che si trova a dover fare i conti sia con il mondo contenuto nella lingua originaria sia con il ritmo che questa stessa lingua esprime.

    Di seguito il racconto per immagini della presenza eum al Salone Internazionale del Libro di Torino realizzato da Carla Moreschini