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Communicating Europe in Italy Mostra a grandezza intera

 
 

Informazioni

Communicating Europe in Italy

Shortcomings and opportunities

Lucia D'Ambrosi, Andrea Maresi (edited by)

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Disponibilità: disponibile

16,80 €

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21,00 €

Note sul testo

How can we communicate what the Europe lnstitutions do, here in ltaly? Who are the principal players when it comes to managing and disseminating European information? What are the shortcomings and opportunities involved? These are the questions dealt with in this book, which has been written in response to the growing needs of EU citizens for information and transparency in the conduct of European lnstitutions and the political world in general. By drawing upon first-hand accounts, it explores and critically evaluates the European lnstitutions' various means of communication and the ability of the ltalian information system to familiarize EU citizens with such questions and expand their knowledge. This is a Europe seen with different eyes, a reading which gathers together contributions from representatives of European and national institutions, from academia and the world of professional journalism.

Note sull'autore
Lucia D'Ambrosi
is assistant professor at the University of Macerata. She is the author of numerous books and articles on issues concerning public communication, participatory processes and new technologies.

Andrea Maresi has been responsible since 2012 for media of the European Parliament in ltaly. Earlier he worked at the European Commission's Spokesperson's service and at the European Parliament in Brussels. He is a journalist since 2005.

Indice

Gianni Pittella and Roberta Angelilli, Vice-Presidents of the European Parliament, Greetings

Luigi Lacchè, Rector of the University of Macerata, Preface

Lucia D’Ambrosi and Andrea Maresi, Introduction

First Part. Communication Within the European Union: Strategies and Tools for Interaction
Roberto Santaniello, European Policies and Communication Strategies. A Historical and Political Overview
Laura Massoli, Public Communication in the European Union: Meanings, Capacities and Challenges
Anna Maria Villa, Communicating Europe at National Level: Actors, Strategies and Means
Enrico Maria Mayrhofer, EU Lobbying as a Strategic Communication Tool

Second Part. European Institutions and Citizens for a Participative Democracy
Jaume Duch Guillot, Communicating European Democracy Within the Member States
Lucia D’Ambrosi, Citizens and European Institutions: Opportunities for Dialogue and Cooperation
Andrea Maresi, How the European Parliament Communicates with Citizens
Raffaella De Marte, The European Institutions on Social Media

Third Part. EU Information: the Main Communication Stakeholders
Anna Piras, Filling the Communication Gap Between Italy and Europe
Giampiero Gramaglia, European Information in Italy: Quality not Quantity
Francesco Guarascio, The European Commission Press Room. How News is Generated
Paolo Saraca Volpini, The Role of the Ghostwriter in the European Institutions
Beda Romano, A Look at How Italian Newspapers Cover EU Affairs

The Authors

  • Autore/i Lucia D'Ambrosi, Andrea Maresi (edited by)
  • Codice ISBN 978-88-6056-355-2
  • Numero pagine 171
  • Formato 14x21
  • Anno 2013
  • Editore © 2013 eum edizioni università di Macerata
ANSA.it
Eum Redazione

di Redazione, ANSA.it, 12 giugno 2013

Il vecchio vizio dei giornalisti e dei politici italiani di non scrivere e non parlare di Europa se non quando è funzionale o strumentale a dibattiti e scontri tutti interni alle logiche nostrane. La nuova condivisione social che bypassa gerarchie e confini e crea uno spazio di comunicazione aperto ma ancora sfilacciato. L'eterna difficoltà per tutti a considerare istituzioni e normative comunitarie una questione di 'interni' e non di 'esteri'. Sono nodi strutturali che il volume curato da Lucia D'Ambrosi e Andrea Maresi, 'Communicating Europe in Italy', passa al setaccio, raccontando chi e come informa su un'Europa che in troppi percepiscono ancora come un problema piuttosto che come un'opportunita'.

Un'Europa che fatica a superare la barriera dell'incomunicabilità anche quando il protagonista è il Parlamento europeo, unica istituzione eletta. Strano? Non troppo se da schermi tv, pc e tablet si riversa sotto gli occhi degli italiani un flusso ininterrotto di dirette e differite dall'Aula della Camera e dal Transatlantico e mai una sola immagine dall'emiciclo di Strasburgo. E le confuse riprese delle bandiere dei 27 che accompagnano spesso i servizi sull'Europa difficilmente aiuteranno la gente a distinguere finalmente il Consiglio d'Europa dal Consiglio europeo. Il volume di D'Ambrosi (docente all'Universita' di Macerata) e Maresi (responsabile stampa della Rappresentanza in Italia del Parlamento europeo) racconta l'Unione con ''occhi'' diversi, raccogliendo contributi di accademici, rappresentanti delle Istituzioni nazionali ed europee, addetti del settore e professionisti del giornalismo.

E le tre parti in cui è articolato il testo chiariscono i punti chiave. La prima è un approfondimento sul tema della comunicazione pubblica in Europa, con riferimento specifico al caso italiano, e alle strategie di Istituzioni comunitarie e nazionali mirate all'informazione e alla comunicazione. Una seconda, centrata sul rapporto tra Istituzioni europee, cittadini e professionisti dell'informazione, evidenzia come valorizzare i processi di democrazia partecipata alla vita pubblica. La terza parte, infine, si concentra sul ruolo dei principali stakeholder che garantiscono e regolano l'accesso all'informazione europea attraverso i media tradizionali e le tecnologie digitali. Un libro che è una preziosa guida per chi dovrebbe 'comunicare l'Europa' e non riesce a farlo, per ignoranza o disinteresse. E chissà che non serva a far capire che le elezioni del 2014 sono elezioni europee e non il trito 'test' di politica italiana.



http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/elementiHP/2013/06/12/-Communicating-Europe-Italy-_8858869.html

 
Una bussola per navigare nell’informazione sull’Europa
Eum Redazione

di Giampiero Gramaglia, Gli appunti sul web, http://www.mediaduemila.it, 15 maggio 2013

Chi vuole cimentarsi con la comunicazione e l’informazione europee legga prima il saggio "Communicating Europe in Italy", una 'bussola' curata da Andrea Maresi, responsabile media del Parlamento europeo in Italia, e Lucia D’Ambrosi, ricercatrice dell’Università di Macerata. E chi è già alle prese con la comunicazione e l’informazione europee, lo legga pure, ché non è mai troppo tardi per scoprire insidie e trappole di un mestiere complicato.
Il libro è in inglese: segnale inequivocabile per chi medita d’inserirsi in quel crocevia di culture ed interessi che è Bruxelles, dove il francese, almeno nella "bolla" delle istituzioni comunitarie, non è più da anni la lingua di lavoro principale.
"Communicating Europe in Italy" non è un manuale teorico: l’intento è di spiegare l’Europa dai punti di vista di chi la comunica quotidianamente, "sporcandosi le mani" nelle redazioni e nei palazzi. Strumenti (da internet ai servizi audiovisivi passando per quelli più tradizionali), temi, istituzioni, libri bianchi, lobby e crisi (economiche, ma non solo) da "maneggiare con cautela". Il saggio somma contributi di giornalisti, docenti e professionisti dell’informazione dentro le Istituzioni, come Raffaella Di Marte (che cura la presenza sui social media del presidente del Parlamento europeo Martin Schulz) e Anna Maria Villa (dirigente del Dipartimento Politiche europee della Presidenza del Consiglio italiana).
In attesa di presentazioni ufficiali, del lavoro di Maresi e della D’Ambrosi s’è già parlato in almeno due occasioni pubbliche. Il 27 aprile, a un dibattito a Perugia al del Festival di Giornalismo, durante un workshop con addetti ai lavori e firme del libro: tra questi, i comunicatori Paolo Volpini e Roberto Santaniello (entrambi alla Commissione europea) e il giornalista Beda Romano, corrispondente da Bruxelles de Il Sole 24 Ore.
E’ emerso – riferisce su EurActiv.it Alessandra Flora – che comunicare l’Europa non è cosa scontata, soprattutto se in modo corretto: "Per anni ignorata, o relegata nei trafiletti delle pagine economiche, la popolarità dell’Ue presso i media italiani è improvvisamente decollata con la crisi mondiale scoppiata nel 2008. Emerge ora, più che mai, il rischio di una narrativa incompleta, raffazzonata, soprattutto quando chi ne scrive dall’Italia ne sa poco o niente, perché ignora i meccanismi di funzionamento delle istituzioni, ma anche le logiche di quel centro di gravità che è Bruxelles".
Il 10 maggio, poi, a Firenze, il libro è stato evocato in una mattinata di dibattiti a Palazzo Vecchio, nella Sala dei Dugento, posta sotto il titolo 'Giornalismo e media italiani nella governance dell’Unione europea'. A confronto, per iniziativa di Standard Ethics Network, giornalisti d’esperienza internazionale e docenti universitari.
S’è discusso di punti di forza, ma anche lacune, del giornalismo italiano sul fronte europeo, dove "non c’è più un problema di quantità, ma di qualità": un giornalismo che deve essere – è stato detto – efficace, competente e non condiscendente, mentre manifesta lacune nella preparazione specifica sui temi europei e conferma una certa tradizionale inclinazione a 'scrivere per le fonti' piuttosto che 'per il pubblico'.
Standard Ethics è un network e un’agenzia di rating di sostenibilità (economico-finanziaria, sociale, ambientale e di governante) che si basa sui principi e gli obiettivi di sviluppo sostenibile e di buona governance di Ue, Ocse e Onu.
Fra i temi toccati a Firenze, dopo un video-saluto del vice-presidente del Parlamento europeo Gianni Pittella, il rapporto tra informazione e democrazia economica, nella prospettiva della governance dell’Unione economica e monetaria, l’informazione come bene pubblico tra crisi e trasformazione, una serie di riflessioni sul ruolo del giornalismo e dei media per una governante democratica europea. Sempre tenendo distinta l’informazione militante, cioè per l’integrazione, da quella di servizio, cioè sull’integrazione.


http://www.mediaduemila.it/?p=13003&utm_source=newsletter&utm_medium=email&u

 
Giornalisti a Bruxelles: manuale di sopravvivenza
Eum Redazione

http://www.euractiv.it, 3 maggio 2013

Comunicare l'Europa non è cosa scontata, soprattutto se in modo corretto. Per anni ignorata, o relegata nei trafiletti delle pagine economiche, la popolarità dell'Ue presso i media italiani è improvvisamente decollata con la crisi mondiale scoppiata nel 2008. Emerge ora, più che mai, il rischio di una narrativa incompleta, raffazzonata, soprattutto quando chi ne scrive dall'Italia ne sa poco o niente, perché ignora i meccanismi di funzionamento delle istituzioni, ma anche le logiche di quel centro di gravità che è Bruxelles. Rispetto al passato, oggi c'è l'ausilio dei social network, il cui impatto è ancora difficilmente misurabile.

Per non commettere l'ennesimo "pasticciaccio", converrebbe prima leggere il saggio "Communicating Europe in Italy", una bussola rivolta soprattutto agli studenti di giornalismo a cura di Andrea Maresi, responsabile media del Parlamento europeo in Italia e Lucia D'Ambrosi, ricercatrice dell'Università di Macerata. Un libro rigorosamente in inglese: segnale inequivocabile per chi meditasse di inserirsi come free lance in quel crocevia di culture e di interessi che è la capitale belga, dove il francese, almeno nella "bolla" delle istituzioni europee, da anni non è più la principale lingua di lavoro.

Tutto fuorché un manuale teorico: l'intento del saggio è quello di spiegare l'Europa dal punto di vista di chi la comunica quotidianamente, "sporcandosi le mani" nelle redazioni e nei palazzi. Strumenti (da internet ai servizi audiovisivi), temi, istituzioni, libri bianchi, lobby e crisi (economiche, ma non solo) da "maneggiare con cautela".

Le diverse sfaccettature e i punti di vista sono analizzati da giornalisti, da professionisti dell'informazione che operano nelle Istituzioni europee come Raffaella Di Marte (che per il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz cura proprio i rapporti su Twitter, Facebook etc.) e Anna Maria Villa (funzionario del Dipartimento Politiche europee).

Lo scorso 27 aprile, la pubblicazione del libro ha fornito spunti a un dibattito a Perugia nell'ambito dell'ultima edizione del Festival di Giornalismo. Il workshop ha visto la partecipazione dell'autore, Andrea Maresi, e di alcuni "addetti ai lavori", nonché di firme del libro: tra questi i comunicatori Paolo Volpini e Roberto Santaniello (entrambi alla Commissione europea) e, dall'altra parte della 'barricata', Beda Romano, corrispondente de Il Sole 24 Ore.

 
Communicating Europe in Italy: una bussola per navigare nell’informazione sull’Europa
Eum Redazione

di Adriano Metz, http://www.affarinternazionali.it

http://www.affarinternazionali.it/libromese.asp?ID=109

 
Sito della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi)
Eum Redazione

Il volume è stato segnalato dal sito della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi)

http://www.fnsi.it/Esterne/Flibreria.asp

 
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