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Quaderni di Pedagogia e Comunicazione Musicale 6 / 2019 Mostra a grandezza intera

 
 

Informazioni

Quaderni di Pedagogia e Comunicazione Musicale 6 / 2019

La musica nella relazione educativa e nella relazione di aiuto

Luca Bertazzoni, Manuela Filippa, Amalia Lavinia Rizzo (a cura di)

quaderni

Disponibilità: disponibile

14,25 €

Prezzo ridotto!

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15,00 €

Note sul testo
“L’ascolto è consustanziale alla musica: si può infatti fruire di suoni senza produrne ma, normalmente, non è possibile fare il contrario. L’esperienza musicale invoca dunque il mettersi all’ascolto.
Porsi all’ascolto è un mettersi in relazione con il mondo, con l’altro da sé, con il paesaggio sonoro in cui si è immersi. Ma significa anche ascoltarsi, sintonizzarsi con il proprio sé: è un atto di propriocezione che scandaglia le radici profonde della musicalità di ciascuno.
L’atto dell’ascolto però non riguarda esclusivamente la musica. In senso lato è fondamentale ad esempio nella relazione educativa: non si può insegnare se non si ascoltano i propri studenti. Del resto – sempre in un’accezione ampia – l’ascolto è centrale anche in tutti quei “servizi alla persona” che mettono al centro la relazione di cura e la relazione di aiuto: che promuovono cioè un atteggiamento “clinico” proteso ad entrare in sintonia con il prossimo.
Ascoltare e mettersi in relazione sono quindi un tutt’uno. Non è un caso dunque se un numero crescente di attività legate al suono e alla musica mette al centro del proprio operato appunto la relazione: dall’educazione musicale – con particolare riferimento alle declinazioni inclusive tipiche del nostro tempo – fino alla musicoterapia, passando per quel territorio ampio, effervescente e variegato di pratiche musicali orientate allo “stare bene” (cioè al benessere) e allo “stare insieme” (cioè al fare comunità). Emergono sempre più quindi una domanda e un’offerta di pratiche musicali in cui professionisti, o comunque volontari specializzati, intessono relazioni mediate dal suono per rispondere e assolvere a bisogni e difficoltà di vario genere: sono attività musicali finalizzate alla promozione della persona umana, e quello di “persona” come si sa – a differenza di “individuo” – è concetto intrinsecamente relazionale.
La musica è dunque sempre più un mediatore di rapporti umani, il filo sonoro che traccia gli itinerari di cambiamento percorsi dall’educatore, terapeuta o animatore musicale, insieme con il fruitore del proprio lavoro. Fra relazione educativa e relazione di aiuto si moltiplicano i contesti di azione e gli ambiti di ricerca in cui la musica è luogo di formazione, di cura, di benessere e di promozione sociale: nella specificità di approcci e di finalità l’intento comune è quello di mettersi all’ascolto”.
All’ascolto. La musica nella relazione educativa e nella relazione di aiuto: un’introduzione, di Luca Bertazzoni

Indice
Luca Bertazzoni, All’ascolto. La musica nella relazione educativa e nella relazione di aiuto: un’introduzione

Piero Crispiani, Le pratiche musicali come prevenzione e cura di disordini dello sviluppo. Una nuova professionalità: il Motor Music Trainer

Elena Malaguti, Praticare l’esperienza musicale: fra inclusione sociale, educazione inclusiva e processi di riabilitazione

Mariateresa Lietti, Suonare, che passione! Lo strumento musicale come mezzo per esprimersi e comunicare

Amalia Lavinia Rizzo, L’insegnante musicista di sostegno come motore per l’inclusione scolastica nella scuola secondaria di I grado: progettazione, didattica e valutazione

Franca Ferrari, Dialoghi sonori, giochi cantati di gruppo, comunità di pratica musicali: scaffold inclusivi per le soglie dello sviluppo psico-affettivo
 
Stefano Navone, Conoscere la musicoterapia: un’introduzione alla disciplina tra la dimensione espressiva, intersoggettività e neuroscienze
 
Antonella Coppi, Modelli educativo musicali per il sociale. Community Music, una introduzione
 
Francesca Nobili, La Musicoterapia: una “bolla” del tempo in cui creare e raccontare
 
Manuela Filippa, Musicalità intuitive, agite, dimenticate: le origini biologiche di un’esperienza musicale inclusiva
 
Barbara Sgobbi, Musicoterapia e Musica Neonatale. Dalla Patologia Ostetrica alla Terapia Intensiva Neonatale al neonato fisiologico
 
Alessandro Perondi, Musica in Corsia: la musica nel percorso di cura del bambino in ospedale
 
Gianluca Pierini, Paolo Romagnoli, Nuove tecnologie applicate alla musicoterapia. Sperimentazione della tecnologia Remidi T8 nelle gravi cerebrolesioni acquisite
 
Roberto Neulichedl, Fenomenologia dell’esperienza sonoro-musicale: una prospettiva biologica ed ego-ecologica
 
 
Note
Pubblicazione promossa dalla SIEM - Società Italiana per l’Educazione Musicale - Sezione territoriale di Macerata
 

Torrossastore Casalini site for e-commerce: http://digital.casalini.it/4633645
  • Codice ISBN 978-88-6056-642-3
  • Codice ISSN (print) 2611-6324
  • Numero pagine 257
  • Formato 14,5x20,5
  • Anno 2019
  • Editore ©2019 eum edizioni università di macerata
Musica Domani
Eum Redazione

Musica Domani

A CHI SI RIVOLGE
Il volume si rivolge a tutti coloro che, a vario titolo, sono coinvolti in relazioni educativo-musicali di cura e di aiuto alla persona: docenti, ricercatori, educatori, operatori sociali, terapisti, animatori musicali, musicoterapisti, interessati a promuovere una “cultura dell’ascolto” come postura di relazione con il prossimo.

MOTIVI DI INTERESSE
I contributi raccolti derivano, per la maggior parte, dalle relazioni presentate nell’omonimo convegno dalla sezione SIEM di Macerata nello scorso aprile, con l’obiettivo di confrontare diverse esperienze formative e terapeutiche in cui l’ascolto rappresenta il denominatore comune, pur nella specificità che caratterizza le diverse pratiche di relazione sonoro-musicale.
Attraverso i vari saggi si dà testimonianza di come negli ultimi anni si siano moltiplicati i contesti di azione e gli ambiti di ricerca in cui la musica si fa luogo di formazione, di cura, di promozione del benessere personale e sociale, concretizzando il più autentico significato della prospettiva inclusiva. Come afferma Malaguti (p. 34) «riconoscere la dimensione della fragilità quale componente costitutiva della natura umana, comporta la possibilità di aprirsi anche all’idea di una umanità che si evolve e si trasforma, […] per raggiungere una buona qualità di vita per tutti e per ciascuno, all’interno di una cornice di riferimento di solidarietà, sostenibilità sociale e ambientale».
In accordo con le più recenti indicazioni internazionali in tema di salute e di educazione, i diversi contributi danno sostanza ad alcuni fondamentali concetti quali identità, salute, educabilità, emancipazione, autonomia, partecipazione, cittadinanza, ecologia.
All’interno di paradigmi epistemici interdisciplinari si dà testimonianza della nascita di nuove professioni: il Music Motor trainer (Crispiani), il Community music trainer (Coppi) o di nuove tecnologie sperimentate nella riabilitazione di gravi cerebrolesioni, come il guanto Remidi T8 (Pierini, Romagnoli). Quanto mai attuale anche l’invito a valorizzare figure professionali già ampiamente operanti nel nostro sistema formativo, come l’insegnante di sostegno abilitato in strumento o educazione musicale (Rizzo), il quale può mettere a servizio del Consiglio di classe una expertise importante a supporto della progettazione di laboratori interdisciplinari e inclusivi, condotti con modalità ludiche e animative.
Ferrari argomenta il concetto di repertorio musicale quale scaffold, «contenitore e supporto della relazione» (p. 105) e nel suo scritto il concetto di “comunità di pratiche” [1] trova coincidenza nelle caratteristiche di quegli ambienti musicali inclusivi che rappresentano esempi di costruttivismo socio-culturale. «Se il contesto plasma i modi dell’apprendimento, il contesto definito da un progetto musicale forte per il gruppo diventa uno sfondo integratore per tutto il gruppo» (p. 117).
Altrettanto interessanti i contributi dedicati alla musicoterapia che, sulla scia degli studi di Stern, radica il proprio intervento sui processi di sintonizzazione affettiva e sonoro-musicale con il paziente, al fine di costruire una relazione intersoggettiva fondata sui criteri di non direttività, per favorire la massima libertà espressiva della persona e della sua creatività. In territorio limitrofo si collocano gli scritti di Filippa sulla musicalità condivisa quale strumento attivante di relazioni pro-sociali, e di Perondi sull’interessante progetto “Musica in corsia” dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.
Ricca di sollecitazioni la proposta di uno sguardo fenomenologico all’esperienza sonoro-musicale avanzata da Neulichedl secondo una prospettiva biologica, osmotica ed ecosistemica, come «processo circolare di scambi di energia codificata» (p. 248). Significativi appaiono i riferimenti al pensiero di Morin, Nattiez e al concetto di musicking con cui Small [2] descrive la musica essenzialmente in termini di processo interattivo, in cui Neulichedl vede «la potenziale matrice generativa del pensiero musicale umano» (p. 249).

Piera Bagnus

[1] Cfr. Etienne Wenger, Comunità di pratica. Apprendimento, significato, identità, Raffaello Cortina, Milano 1998.
[2] Christopher Small, Musicking: The Meanings of Performing and Listening, Wesleyan University Press, Middletown 1998.


https://www.musicadomani.it/la-musica-nella-relazione-educativa-e-nella-relazione-di-aiuto/

 
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