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Vita felice umana Mostra a grandezza intera

 
 

Informazioni

Vita felice umana

In dialogo con Platone e Aristotele

Arianna Fermani

Disponibilità: disponibile

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Note sul testo
Il saggio si propone di riflettere sul modello classico del bios teleios, cioè della felicità della vita nella sua totalità, cercando di mostrare come il dialogo con gli antichi fornisca ancora “utili” schemi concettuali. Più in particolare si cerca di mostrare come il confronto con le riflessioni etiche di Platone e Aristotele permetta di dipanare i numerosi fili che costituiscono la trama di ogni esistenza umana (come i dolori, i piaceri, l’ampia gamma di beni e di risorse che la costituiscono), e di individuare alcuni rilevanti nodi concettuali (tra cui, ad esempio, quello di “misura”) che costituiscono la semantica della nozione di eudaimonia. Il modello antico di eudaimonia come eu prattein, inoltre, cioè come capacità strategica di “giocar bene”, sembra risultare particolarmente fecondo, invitando ad interrogarsi sulle modalità di attuazione della vita felice e sulla gestione di tutto ciò che ad ogni esistenza si offre per una “prassi di felicità”.

Note sull'autore
Arianna Fermani insegna Storia della Filosofia Antica all’Università di Macerata. Tra le sue pubblicazioni: L’etica di Aristotele. Il mondo della vita umana, Brescia, Morcelliana, 2012; By the Sophists to Aristotle through Plato. The necessity and utility of a Multifocal Approach, a cura di E. Cattanei, A. Fermani, M. Migliori, Sankt Augustin, Academia Verlag, 2016; Aristotele e l’infinità del male. Patimenti, vizi e debolezze degli esseri umani, Brescia, Morcelliana, 2019. Ha tradotto integralmente le Etiche di Aristotele (Aristotele, Le tre Etiche, Milano, Bompiani, 2008; Giunti, 2018) e ha collaborato all’edizione dell’Organon (a cura di M. Migliori, Milano, Bompiani, 2016).
 
Indice
Prefazione di Salvatore Natoli
 
 
Parte prima. Semantica della felicità
 
Capitolo primo. La felicità come domanda originaria
1.1. Domanda “di” felicità
1.2. Domande “sulla” felicità
1.2.1. Felicità: una questione terminologica
1.2.2. Felicità e forme di vita
 
Capitolo secondo. Felicità e dolore
2.1. L’esperienza del dolore
2.1.1. Il dolore come accadimento
2.1.2. Le forme del dolore
2.2. Cicatrizzazione del dolore e cura di sé
2.2.1. Approcci al dolore
2.2.2. Cura del dolore e cura di sé
2.2.3. L’assunzione del dolore
2.3. Concludendo
 
Capitolo terzo. Felicità e piacere
3.1. L’esperienza del piacere
3.2. Fenomenologia del piacere
3.2.1. Il piacere nell’orizzonte della corporeità
3.2.2. Dinamiche piacevoli e dolorose
3.2.3. Il corpo e i desideri: la veemenza di un fiume in piena
3.2.4. Anima e corpo di fronte al piacere
3.2.5. Piaceri e criteri di scelta
3.3. Il ruolo del piacere nella vita felice
 
Capitolo quarto. Felicità e realizzazione di sé
4.1. Profili della virtù: tentativi di un recupero
4.1.1. Virtù come eccellenza
4.1.2. Virtù come forza
4.1.3. Virtù come disposizione
4.1.4. Virtù come giusto mezzo
4.2. La virtù come architettonica della felicità
4.2.1. Vita felice e accordata: la virtù come musica
4.2.2. Vita felice e ordinata: la virtù come misura
4.2.3. La virtù come arte del vivere bene
 
Capitolo quinto. Felicità e beni esteriori
5.1. Primi approcci al problema
5.2. Felicità e fortuna
5.2.1. Lampi di felicità, colpi di fortuna
5.2.2. Fortuna e virtù
5.2.3. Felicità e fortuna: osservazioni conclusive
5.3. Felicità e amministrazione dei beni
5.3.1. Il possesso e l’utilizzo di due beni supremi: la sophia e la phronesis
 
Parte seconda. Prassi di felicità
 
Capitolo primo. Felicità e valorizzazione delle proprie risorse
1.1. Vita felice e buon utilizzo dei propri talenti
1.1.1. Per una eudaimonia nell’orizzonte della physis
1.1.2. Felicità al singolare, felicità al plurale
1.2. Eudaimonia come ritrovamento e buona allocazione del proprio daimon
1.2.1. Felicità come consapevolezza
1.2.2. Percorsi esistenziali e traiettorie di felicità
1.3. Saggezza e sapienza di fronte alla felicità
 
Capitolo secondo. Felicità come conquista di pienezza
2.1. Felicità tra esperienze di pienezza e pienezza di vita
2.1.1. Tentativi di articolazione della nozione di pienezza
2.2. Per una pienezza nell’orizzonte dell’energeia
2.3. La difficoltà di far spuntare le ali: la felicità come conquista
2.3.1. Felicità pienamente consapevole e pienamente umana
2.4. Riflessioni conclusive
 
Conclusioni
1. Per concludere
2. Vita felice umana: appunti di viaggio
 
Bibliografia
1. Dizionari e lessici
2. Testi antichi
3. Testi moderni e contemporanei
4. Letteratura critica e studi generali
 
Indice degli autori antichi e moderni

Note
In copertina: immagine di Alessandra Mallamo ©2019
  • Codice ISBN (print) 978-88-6056-627-0
  • Numero pagine 353
  • Formato 14x21
  • Anno 2019
  • Editore © 2019 eum edizioni università di macerata
Il Foglio
Eum Redazione

"Alla base di questo saggio ampio e ben articolato vi sono due fondamentali convincimenti..."

Maurizio Schoepflin recensisce "Vita felice umana" su "Il Foglio" di venerdì 24 luglio 2020

https://www.ilfoglio.it/

 
CentroPagina
Eum Redazione

Giornata della Felicità al tempo del Coronavirus. Fermani: «Cogliete i lati positivi dello stare a casa»

In occasione della ricorrenza internazionale l'intervista alla docente dell'Università di Macerata che dice: «Anche nei momenti difficili possiamo essere felici mettendoci in gioco»

di Alessandra Napolitano, CentroPagina, 20 marzo 2020

ANCONA- Istituita nel 2012 dall’Assemblea generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, il 20 marzo si celebra la Giornata internazionale della felicità e quest’anno come non mai, tutti ne abbiamo davvero un gran bisogno.

A causa dell’emergenza Coronavirus dobbiamo restare a casa e la situazione che stiamo vivendo, con l’improvviso cambiamento delle nostre abitudini, non è certamente facile. Ma, come ci insegnano gli antichi filosofi, la felicità non è avere sempre il sorriso stampato sulle labbra. La felicità si costruisce, è qualcosa di duraturo.

La professoressa Arianna Fermani, docente di Storia della filosofia antica all’Università di Macerata, spiega come essere felici al tempo del Coronavirus. Tra i numerosi libri scritti, le sue ultime due pubblicazioni approfondiscono questo stato d’animo: “Aristotele e l’infinità del male. Patimenti, vizi e debolezze degli esseri umani” e “Vita felice umana. In dialogo con Platone e Aristotele”.

Professoressa Fermani, il pensiero degli antichi filosofi sulla felicità è ancora oggi attuale. Quali insegnamenti possiamo trarre per affrontare questo momento difficile?
«Platone e Aristotele dicono che la felicità non è un fatto momentaneo, non è essere sempre con il sorriso. È qualcosa che si costruisce, qualcosa di duraturo. Come un capolavoro. Richiede impegno, saggezza ed esercizio. Non è un sentimento ma un atteggiamento positivo e propositivo».

Come fare quindi per essere felici al tempo del Coronavirus?
«Anche nei momenti difficili possiamo essere felici mettendoci in gioco, superando la paura. La felicità non è questione di fortuna ma di riuscire con saggezza a giocare bene le carte che si hanno a disposizione. Per farlo è necessario amministrare le passioni. Aristotele ci insegna che la paura è un páthos, cioè una passione e in quanto tale non dipende da noi. Possiamo però gestirla con saggezza, calcolando, provandola nel modo appropriato, senza eccedere. Il Coronavirus ci tocca da vicino e in maniera imprevista per questo dobbiamo amministrare bene la paura all’interno della nostra vita. Il coraggioso – pensiamo ad esempio ai medici che lavorano senza sosta in corsia – ha paura ma la vive bene. È proiettato in maniera positiva al futuro. Opera in vista del bello in quanto, superata questa situazione drammatica, ci sarà altro di buono. In questo momento dobbiamo prendere atto che la vita non è facile ma può tornare bella, c’è speranza. Basta guardare fuori dalla finestra per accorgersi che la primavera sta arrivando e quindi, anche noi torneremo a fiorire»....

https://bit.ly/2UxLAcP

 
Il Sole 24 Ore
Eum Redazione

Classici. Le gradazioni del bene e del male attraverso Platone e Aristotele

La condizione umana tra dolore e felicità

di Gaspare Polizzi, Il Sole 24 Ore

Aristotele definiva la phrònesis, la saggezza, «uno stato abituale, accompagnato da ragione, rivolto all’agire, che riguarda ciò che è bene e ciò che è male per l’essere umano» (Etica Nicomachea, V. 5, 1140b), mentre intendeva la sapienza (sophia) «sia scienza sia intelletto delle realtà che sono per natura di maggior valore» (Etica Nicomachea, V. 7, 1141b), ovvero il grado più alto della conoscenza come ricerca e contemplazione della verità immutabile.
Arianna Fermani ha tradotto di Aristotele nel 2008 tutte e tre le Etiche (le cito nella sua traduzione) e nel 2016 le Confutazioni sofistiche, e ha dedicato all’etica aristotelica la più parte dei suoi studi. Ora ripubblica la sua opera prima, Vita felice umana (tradotta in Brasile nel 2015), con una prefazione di Salvatore Natoli, che a felicità e dolore ha dedicato diversi libri, consapevole che della felicità oggi si discuta, e con difficoltà, soprattutto in una dimensione «umana». Il libro esprime plasticamente la definizione aristotelica di saggezza…

https://www.ilsole24ore.com/

 
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