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Per una storia della menzogna nel fascismo Mostra a grandezza intera

 
 

Informazioni

Per una storia della menzogna nel fascismo

Federico Finchelstein

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traduzione di Cristiana Latini e Marcello Dinisi

Note sul testo
Nel 1945 Hannah Arendt osservava che il fascismo era una menzogna assoluta, una menzogna, scriveva, con mostruosi effetti politici. I fascisti, infatti, trasformavano deliberatamente menzogne in realtà. Ma la Arendt non voleva semplicemente denigrare i fascisti. Come molti dei suoi contemporanei anti-fascisti, voleva anzi capire perché così tante persone fossero convinte che l’ideologia fascista rappresentasse la pura e semplice verità. Come mai, masse di seguaci seguivano quelle bugie fino alla fine, fino al punto di morire per la causa? Chi muore per una menzogna?

Note sull'autore
Federico Finchelstein, dopo aver conseguito il dottorato presso la Cornell University e aver insegnato nel Dipartimento di Storia della Brown University, ora insegna Storia in un’altra prestigiosa università statunitense, la New School for Social Research - Eugene Lang College (New York). Sempre presso la New School è Direttore del Janey Program in Latin American Studies.
Tra i suoi molti lavori possiamo ricordare The Ideological Origins of the Dirty War (Oxford University Press, 2014), Transatlantic Fascism (Duke University Press, 2010) e Dai fascismi ai populismi (Donzelli, 2019). Ha pubblicato inoltre numerosi saggi in riviste e volumi collettanei negli Stati Uniti, Gran Bretagna, Messico, Paesi Bassi, Belgio, Italia, Portogallo, Spagna, Israele, Brasile e Argentina. I suoi temi di ricerca principali sono il fascismo, il populismo, le relazioni tra storia e teoria politica, la Guerra fredda, l’Olocausto e la storia ebraica in America Latina e in Europa. Scrive su molti quotidiani, tra cui “The New York Times”, “The Washington Post”, “Clarin” (Argentina), “Folha de S. Paulo” (Brazil), “Corriere della Sera”, “Mediapart” (France), “The Guardian” (Gran Bretagna), “CNN”, “Foreign Policiy”, “Reuters”.

Indice
Verità e mitologia nella storia del fascismo

Verità e potere

L’inconscio fascista

Fascismo contro psicoanalisi

Le forze di distruzione

Ringraziamenti

 
  • Codice ISBN 978-88-6056-496-2
  • Numero pagine 75
  • Formato 12X16,5
  • Anno 2019
  • Editore © 2019 eum edizioni università di macerata
Polizia e democrazia
Eum Redazione

di Michele Turazza, Libri sullo scaffale, Polizia e democrazia, Numero 195, Ottobre 2019

“Nel fascismo, la finzione prese il posto della realtà, diventando essa stessa realtà per i fascisti”. Hannah Arendt lo definisce il regime della menzogna assoluta, con mostruosi effetti politici; per Agnes Heller il regime presentava una sola verità, quella ideologica, “radicata nel razzismo, nella tradizione delle guerre coloniali e del genocidio”. La rigorosa analisi storica condotta dall’Autore consente di aggiungere un tassello allo studio delle relazioni tra storia, memoria, falsificazione e conoscenza, come si sono manifestate nelle teorie fasciste dell’Io, contrapposte alla psicanalisi: “I fascisti volevano dunque mettere da parte la ragione e tornare al pregiudizio, promulgavano una forma di pensiero che rappresentava l’antitesi della ragione”.
Federico Finchelstein, dopo aver conseguito il dottorato presso la Cornell University, insegna Storia presso la New School for Social Research di New York, nella quale dirige il Janey Program in Latin American Studies.

 
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