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Immaginare il futuro

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  • Codice ISBN 978-88-6056-602-7
  • Numero pagine 165
  • Formato 14x21
  • Anno 2019
  • Editore © 2019 eum edizioni università di macerata
L'Azione
Eum Redazione

Enrico Mattei-Ezio Vanoni, un connubio esemplare
Un libro ripercorre il rapporto tra l'ingegnere e il Ministro. Plauso di Conte

di Maurizio Verdenelli, L'Azione, 4 aprile 2020, p. 15

Lui era forse l'unico personaggio politico a godere da parte di Enrico Mattei "stima incondizionata ed affetto profondo". Lo testimonio' dopo la tragedia di Bascape' Pier Luigi Tumiati, l'inviato de 'Il gatto selvatico', house organ dell'Eni, cui Mattei rilasciò la sua ultima intervista 'a cuore aperto' nella quiete di Anterselva alla vigilia dell'ultimo viaggio, in quel drammatico fine ottobre 1962. Insieme avevano realizzato un sogno: rendere l'Italia autonoma sul piano strategico delle risorse energetiche salvando prima l'Agip dalle mire americane, fondando poi l'Eni. In quel giorno di fine ottobre, accogliendo Tumiati nel suo buen retiro altoatesino, Mattei aveva ad un certo punto condotto il giornalista nella sua camera. E da un cassetto aveva tirato fuori il maglione di montagna del suo fraterno amico e tenendolo stretto a sè aveva ricordato. Non solo i lunghi momenti trascorsi insieme a pescare sul lago dorato ad alta quota al confine con l'Austria, non solo le gare di pesca (perse invariabilmente, lui matelicese con l'esperto montanaro di Morbegno), gli incontri a Brunico al Golden Rose dove si prendevano importanti decisioni sul terreno del rilancio economico, ma sopratutto il penultimo giorno di vita dell'amico, il ministro delle Finanze Ezio Vanoni. Era il 15 febbraio 1956. Mattei, forse preso da un presagio, era andato a far visita a casa Vanoni, a Roma. Aveva trovato Ezio con quel maglione alpino 'da battaglia'. "Sento freddo e cosi' mi sento meglio con addosso questo maglione che mi ricorda tanti giorni sereni e la tua amicizia". Il giorno dopo Vanoni moriva stroncato da infarto in Senato nello studio del presidente Cesare Merzagora al termine di un appassionato intervento. Mattei, appena saputa la notizia, si precipitò a Palazzo Madama e nello studio di Merzagora alla vista del corpo senza vita dell’amico, pianse. Per l'Italia della rinascita aveva sacrificato la propria vita a 52 anni, incurante della sua grave cardiopatia. Genio dell'economia, libero docente si era visto rifiutare la cattedra all'Università di Camerino perché non iscritto al partito fascista. Braccio destro di Alcide De Gasperi fu al fianco di Mattei nella sua drammatica sfida alle potenze mondiali nella battaglia che sopratutto grazie al petrolio che decretò il miracolo economico italiano post bellico. Ezio Vanoni oggi è ricordato per la riforma tributaria ('la Vanoni'), la 13° ai lavoratori e pure per il generoso tentativo di una legge di rilancio del Sud, che venne fatta 'ad arte' affondare. Non si ricorda invece il fondamentale 'ticket' con Enrico Mattei che salvò l'Agip dalla liquidazione già decisa. Eppure c'era il ministro Vanoni nelle foto in prima fila con De Gasperi, a Caviaga, dove alla scoperta di gas metano, fu decisa con lo storico discorso del presidente del Consiglio, l'inversione di rotta governativa in tema di politica energetica. Questo eccezionale sodalizio da parte di due eccezionali Padri della Patria viene ora rievocato in un agile volumetto, che ha avuto l'elogio del premier Giuseppe Conte, edito da Eum (la casa editrice dell'Università di Macerata) con il contributo del Gruppo industriale Finproject. Il titolo: "Immaginare il futuro. La lezione di Enrico Mattei ed Ezio Vanoni" è lo stesso di un convegno tenuto, prima del sisma, nell'Aula Magna di Unimc. Vi partecipò Francesco Merloni che, da par suo, ha parlato di quel caro e prezioso amico famiglia, Enrico. "Mattei era l'imprenditorialità assoluta". Una narrazione con al centro Aristide Merloni e il sogno del miracolo Marchigiano con l'avvio della fabbrica di bombole di gas a Matelica. Insieme con l'ex ministro, relatori di chiarissima fama, l'alto magistrato Otello Lupacchini, il sen. Alessandro Forlani, gli inviati Onu Andrea Angeli ed Emanuele Tacconi, Renato Mattioni (presidenza nazionale Confcommercio), Maurizio Vecchiola (Ad Finproject) e il prof. Giuseppe Rivetti curatore della pubblicazione e prefatore insieme con lo stesso dottor Vecchiola. "Immaginare il futuro" contiene questi ed altri autorevoli interventi. Dell'ex direttore de 'Il Messaggero' Vittorio Emiliani, dei dottori Francesca Moroni e Maurizio Petrocchi, dei giornalisti Ugo Bellesi e Lucio Biagioni, di chi scrive e di Giuseppe Accorinti cui il libro è dedicato. Giovanissimo dirigente Eni, già ad di Agip e presidente della Scuola Mattei, il dottor Accorinti al grande Enrico, a Matelica (al monastero della Beata Mattia ha devoluto gli incassi delle numerose edizioni de 'Il Principale') collaborando da protagonista alle celebrazioni del Cinquantenario, è stato per tutta la vita filialmente attaccato. La morte, improvvisa, lo ha sorpreso alla macchina da scrivere mentre scriveva una precisazione per Paolo Mieli che non l'aveva del tutto convinto nella sua ricostruzione storica, su Rai3 (col contributo dello storico Mauro Canali, già docente ad Unicam), delle ultime ore del 'Principale'. Sul quale stava appunto terminando per l'editore matelicese Halley un secondo libro sulle tracce della sentenza del pm Vincenzo Calia che fa luce sulla tragedia di Bascapè. Un libro-verità rimasto incompiuto.

 
Scaffale
Eum Redazione

Per la rubrica "Scaffale" in onda all’interno di "Buongiorno Regione Marche" il 26 febbraio 2020 Maria Francesca Alfonsi ha segnalato il volume “Immaginare il futuro. La lezione di Enrico Mattei ed Ezio Vanoni" a cura di Giuseppe Rivetti, prefazione di Maurizio Vecchiola

Guarda la puntata (min. 23.40 ca) https://www.rainews.it/tgr/marche/notiziari/index.html?/tgr/video/2020/02/ContentItem-6181945d-0678-4a63-8f49-adb8d994279d.html

 
Orizzonti della marca
Eum Redazione

Mattei e Vanoni, lucidi “sognatori” di concretezza

di Alessandro Feliziani, "Orizzonti con libri", Orizzonti della marca, Anno VII - n. 45, 16 novembre 2019

Cosa può idealmente unire un imprenditore e un ministro delle finanze? Oggi probabilmente poco o nulla. Anzi, forse è più facile immaginare queste due figure con visioni addirittura opposte. Eppure non è stato sempre così. Occorre però andare indietro di settant’anni, nell’immediato secondo dopoguerra, quando l’Italia, con la ricostruzione post-bellica, si preparava a vivere quello che sarebbe poi stato definito il “boom economico”. A quel tempo il ministro delle finanze rispondeva al nome di Ezio Vanoni (1903-1956), per il quale «la solidarietà sociale era posta a base del dovere tributario» e l’imprenditore che più di altri faceva in quegli anni parlare di sé era il marchigiano Enrico Mattei (1906-1962), per il quale «l’intervento pubblico nel settore energetico aveva lo scopo di promuovere il bene economico collettivo».
Prima ancora che il senso dello Stato e del bene comune, ad accomunare i due uomini era la capacità di saper anticipare i tempi. In poche parole di “immaginare il futuro”. Nulla meglio di questa definizione poteva, quindi, essere scelta come titolo per un libro che Giuseppe Rivetti, docente di diritto tributario all’università di Macerata, ha curato per la casa editrice Eum. Il volume – con prefazione di Maurizio Vecchiola – raccoglie in modo sistematico gli atti di un convegno che si è svolto a Macerata con lo scopo di poter cogliere l’essenza e l’attualità della visione politica e delle intuizioni economiche di Mattei e Vanoni.
Il libro si apre con un commosso ricordo di Ezio Vanoni scritto da Enrico Mattei nel 1956, in occasione della prematura scomparsa del ministro e contiene una dozzina di contributi che, sotto diverse angolature, si concentrano sull’uno o sull’altro personaggio. La stretta relazione tra Mattei e Vanoni – anche di profonda amicizia, oltre che di concreta azione politico-economica – è invece affrontata nei capitoli scritti da Giuseppe Accorinti (recentemente scomparso), già stretto collaboratore di Mattei all’Eni e da Renato Mattioni, firma ben nota ai lettori di questo giornale. Proprio quest’ultimo scrive tra l’altro: «I percorsi di Vanoni e di Mattei – del quale fa anche un breve cenno al discorso tenuto in occasione della laurea honoris causa conferitagli dall’università di Camerino – procedevano di pari passo accomunati da uno spirito di servizio nei confronti della collettività». Forse proprio questo negli anni è venuto a mancare e il libro, opportunamente, ce lo ricorda.

 
EmmeTv
Eum Redazione

Mattei e Vanoni: bene comune, stella polare in politica ed economia

La lezione dei due grandi protagonisti del dopoguerra nel libro “Immaginare il futuro”, curato da Giuseppe Rivetti ed edito da Eum

Di Alessandro Feliziani, EmmeTv, 25 ottobre 2019

Domenica 27 ottobre ricorre il cinquantasettesimo anniversario della tragica morte di Enrico Mattei, presidente dell’Eni e uno dei maggiori artefici del boom economico italiano degli anni Sessanta, al quale si devono concrete realizzazioni anche nella sua regione, le Marche.
Alla vigilia di questo anniversario, per i tipi della casa editrice EUM (Edizioni Università di Macerata), è uscito in libreria “Immaginare il futuro. La lezione di Enrico Mattei ed Ezio Vanoni”, a cura di Giuseppe Rivetti. Il volume, che inaugura la nuova collana editoriale “Impresa & Territorio”, raccoglie gli atti di un convegno svoltosi tre anni fa presso l’Ateneo maceratese, dedicato ai due protagonisti della vita politica ed economica italiana nell’immediato secondo dopoguerra.
Tra la dozzina di contributi presenti nel libro anche quello di Giuseppe Accorinti, recentemente scomparso, che dal 1959 al 1962 fu stretto collaboratore di Enrico Mattei, diventando successivamente amministratore delegato dell’Agip petroli e presidente della Scuola Mattei.
Dal contributo dello stesso Accorinti si comprende l’origine dello stretto legame di umana amicizia tra Mattei e Vanoni. Quest’ultimo – scrive Accorinti – «era stato decisivo per la nascita dell’Eni» e fu proprio il ministro Vanoni «a convincere il presidente del Consiglio, Alcide De Gasperi, a resistere alle tante pressioni contro l’ingegner Mattei, soprattutto quando si trattò di riconoscere all’Eni l’esclusiva della ricerca petrolifera nella Valle Padana», quella che lo stesso Mattei chiamò «la cassaforte aperta degli italiani».
L’accostamento di Mattei e Vanoni sta essenzialmente nella grande capacità da parte di entrambi di “immaginare il futuro” ed essere sempre in anticipo sui tempi. Ma non solo questo unisce i due uomini. Dai vari contributi pubblicati nel volume, emerge anche una comune concezione dello Stato, del bene comune, dell’impegno nella gestione della cosa pubblica. Sia il cattolico Mattei, sia Vanoni – il quale dopo il servizio militare si distaccò dagli ambienti socialisti in cui era cresciuto – interpretano nei loro campi di azione “l’anima sociale” e, nella visione strategica delle rispettive azioni pubbliche, manifestano entrambi una comune vicinanza ai canoni della dottrina sociale della Chiesa.
Ezio Vanoni, ancora oggi il più noto tra i ministri delle Finanze, ha posto – come scrive Giuseppe Rivetti, docente di diritto tributario a Unimc – «la solidarietà sociale a base del dovere tributario», interrogandosi continuamente sul rapporto tra imposizione fiscale e giustizia sociale.
Enrico Mattei, che – come scrive Renato Mattioni contribuiva con il suo stipendio di presidente dell’Eni alle esigenze del convento delle suore di clausura “Beata Mattia” di Matelica – era un imprenditore di ispirazione cattolica che guardava al bene comune ed è stato esempio di modernità «sia nell’approccio alle politiche energetiche, sia nel modo di concepire l’intervento pubblico nell’economia». Si deve proprio a Mattei l’aver introdotto in quegli anni la cosiddetta “stagione dello Stato-imprenditore”.
Il libro – che si avvale anche dei contributi di Francesca Moroni, Maurizio Petrocchi, Francesco Merloni, Maurizio Verdenelli, Andrea Angeli, Ugo Bellesi, Lucio Biagioni, Alessandro Forlani, Otello Lupacchini, Emanuele Tacconi, Vittorio Emiliani – al pari del convegno da cui trae origine «ha l’obiettivo – scrive nella prefazione Maurizio Vecchiola – non solo di far memoria delle figure di Mattei e Vanoni, ma continuare a dialogare con loro e riuscire a cogliere l’essenza delle corrispondenti intuizioni, con la consapevolezza del presente per sviluppare nuovi percorsi». Sta di fatto che, guardando all’oggi, quei temi sembrano purtroppo ormai lontani anni luce.

https://www.emmetv.it/2019/10/25/mattei-e-vanoni-bene-comune-stella-polare-in-politica-ed-economia/

 
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