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Communicating Europe in Italy

  • Autore Lucia D'Ambrosi, Andrea Maresi (edited by)
  • Codice ISBN 978-88-6056-355-2
  • Numero pagine 171
  • Formato 14x21
  • Anno 2013
  • Editore © 2013 eum edizioni università di Macerata
ANSA.it
Eum Redazione

di Redazione, ANSA.it, 12 giugno 2013

Il vecchio vizio dei giornalisti e dei politici italiani di non scrivere e non parlare di Europa se non quando è funzionale o strumentale a dibattiti e scontri tutti interni alle logiche nostrane. La nuova condivisione social che bypassa gerarchie e confini e crea uno spazio di comunicazione aperto ma ancora sfilacciato. L'eterna difficoltà per tutti a considerare istituzioni e normative comunitarie una questione di 'interni' e non di 'esteri'. Sono nodi strutturali che il volume curato da Lucia D'Ambrosi e Andrea Maresi, 'Communicating Europe in Italy', passa al setaccio, raccontando chi e come informa su un'Europa che in troppi percepiscono ancora come un problema piuttosto che come un'opportunita'.

Un'Europa che fatica a superare la barriera dell'incomunicabilità anche quando il protagonista è il Parlamento europeo, unica istituzione eletta. Strano? Non troppo se da schermi tv, pc e tablet si riversa sotto gli occhi degli italiani un flusso ininterrotto di dirette e differite dall'Aula della Camera e dal Transatlantico e mai una sola immagine dall'emiciclo di Strasburgo. E le confuse riprese delle bandiere dei 27 che accompagnano spesso i servizi sull'Europa difficilmente aiuteranno la gente a distinguere finalmente il Consiglio d'Europa dal Consiglio europeo. Il volume di D'Ambrosi (docente all'Universita' di Macerata) e Maresi (responsabile stampa della Rappresentanza in Italia del Parlamento europeo) racconta l'Unione con ''occhi'' diversi, raccogliendo contributi di accademici, rappresentanti delle Istituzioni nazionali ed europee, addetti del settore e professionisti del giornalismo.

E le tre parti in cui è articolato il testo chiariscono i punti chiave. La prima è un approfondimento sul tema della comunicazione pubblica in Europa, con riferimento specifico al caso italiano, e alle strategie di Istituzioni comunitarie e nazionali mirate all'informazione e alla comunicazione. Una seconda, centrata sul rapporto tra Istituzioni europee, cittadini e professionisti dell'informazione, evidenzia come valorizzare i processi di democrazia partecipata alla vita pubblica. La terza parte, infine, si concentra sul ruolo dei principali stakeholder che garantiscono e regolano l'accesso all'informazione europea attraverso i media tradizionali e le tecnologie digitali. Un libro che è una preziosa guida per chi dovrebbe 'comunicare l'Europa' e non riesce a farlo, per ignoranza o disinteresse. E chissà che non serva a far capire che le elezioni del 2014 sono elezioni europee e non il trito 'test' di politica italiana.



http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/elementiHP/2013/06/12/-Communicating-Europe-Italy-_8858869.html

 
Una bussola per navigare nell’informazione sull’Europa
Eum Redazione

di Giampiero Gramaglia, Gli appunti sul web, http://www.mediaduemila.it, 15 maggio 2013

Chi vuole cimentarsi con la comunicazione e l’informazione europee legga prima il saggio "Communicating Europe in Italy", una 'bussola' curata da Andrea Maresi, responsabile media del Parlamento europeo in Italia, e Lucia D’Ambrosi, ricercatrice dell’Università di Macerata. E chi è già alle prese con la comunicazione e l’informazione europee, lo legga pure, ché non è mai troppo tardi per scoprire insidie e trappole di un mestiere complicato.
Il libro è in inglese: segnale inequivocabile per chi medita d’inserirsi in quel crocevia di culture ed interessi che è Bruxelles, dove il francese, almeno nella "bolla" delle istituzioni comunitarie, non è più da anni la lingua di lavoro principale.
"Communicating Europe in Italy" non è un manuale teorico: l’intento è di spiegare l’Europa dai punti di vista di chi la comunica quotidianamente, "sporcandosi le mani" nelle redazioni e nei palazzi. Strumenti (da internet ai servizi audiovisivi passando per quelli più tradizionali), temi, istituzioni, libri bianchi, lobby e crisi (economiche, ma non solo) da "maneggiare con cautela". Il saggio somma contributi di giornalisti, docenti e professionisti dell’informazione dentro le Istituzioni, come Raffaella Di Marte (che cura la presenza sui social media del presidente del Parlamento europeo Martin Schulz) e Anna Maria Villa (dirigente del Dipartimento Politiche europee della Presidenza del Consiglio italiana).
In attesa di presentazioni ufficiali, del lavoro di Maresi e della D’Ambrosi s’è già parlato in almeno due occasioni pubbliche. Il 27 aprile, a un dibattito a Perugia al del Festival di Giornalismo, durante un workshop con addetti ai lavori e firme del libro: tra questi, i comunicatori Paolo Volpini e Roberto Santaniello (entrambi alla Commissione europea) e il giornalista Beda Romano, corrispondente da Bruxelles de Il Sole 24 Ore.
E’ emerso – riferisce su EurActiv.it Alessandra Flora – che comunicare l’Europa non è cosa scontata, soprattutto se in modo corretto: "Per anni ignorata, o relegata nei trafiletti delle pagine economiche, la popolarità dell’Ue presso i media italiani è improvvisamente decollata con la crisi mondiale scoppiata nel 2008. Emerge ora, più che mai, il rischio di una narrativa incompleta, raffazzonata, soprattutto quando chi ne scrive dall’Italia ne sa poco o niente, perché ignora i meccanismi di funzionamento delle istituzioni, ma anche le logiche di quel centro di gravità che è Bruxelles".
Il 10 maggio, poi, a Firenze, il libro è stato evocato in una mattinata di dibattiti a Palazzo Vecchio, nella Sala dei Dugento, posta sotto il titolo 'Giornalismo e media italiani nella governance dell’Unione europea'. A confronto, per iniziativa di Standard Ethics Network, giornalisti d’esperienza internazionale e docenti universitari.
S’è discusso di punti di forza, ma anche lacune, del giornalismo italiano sul fronte europeo, dove "non c’è più un problema di quantità, ma di qualità": un giornalismo che deve essere – è stato detto – efficace, competente e non condiscendente, mentre manifesta lacune nella preparazione specifica sui temi europei e conferma una certa tradizionale inclinazione a 'scrivere per le fonti' piuttosto che 'per il pubblico'.
Standard Ethics è un network e un’agenzia di rating di sostenibilità (economico-finanziaria, sociale, ambientale e di governante) che si basa sui principi e gli obiettivi di sviluppo sostenibile e di buona governance di Ue, Ocse e Onu.
Fra i temi toccati a Firenze, dopo un video-saluto del vice-presidente del Parlamento europeo Gianni Pittella, il rapporto tra informazione e democrazia economica, nella prospettiva della governance dell’Unione economica e monetaria, l’informazione come bene pubblico tra crisi e trasformazione, una serie di riflessioni sul ruolo del giornalismo e dei media per una governante democratica europea. Sempre tenendo distinta l’informazione militante, cioè per l’integrazione, da quella di servizio, cioè sull’integrazione.


http://www.mediaduemila.it/?p=13003&utm_source=newsletter&utm_medium=email&u

 
Giornalisti a Bruxelles: manuale di sopravvivenza
Eum Redazione

http://www.euractiv.it, 3 maggio 2013

Comunicare l'Europa non è cosa scontata, soprattutto se in modo corretto. Per anni ignorata, o relegata nei trafiletti delle pagine economiche, la popolarità dell'Ue presso i media italiani è improvvisamente decollata con la crisi mondiale scoppiata nel 2008. Emerge ora, più che mai, il rischio di una narrativa incompleta, raffazzonata, soprattutto quando chi ne scrive dall'Italia ne sa poco o niente, perché ignora i meccanismi di funzionamento delle istituzioni, ma anche le logiche di quel centro di gravità che è Bruxelles. Rispetto al passato, oggi c'è l'ausilio dei social network, il cui impatto è ancora difficilmente misurabile.

Per non commettere l'ennesimo "pasticciaccio", converrebbe prima leggere il saggio "Communicating Europe in Italy", una bussola rivolta soprattutto agli studenti di giornalismo a cura di Andrea Maresi, responsabile media del Parlamento europeo in Italia e Lucia D'Ambrosi, ricercatrice dell'Università di Macerata. Un libro rigorosamente in inglese: segnale inequivocabile per chi meditasse di inserirsi come free lance in quel crocevia di culture e di interessi che è la capitale belga, dove il francese, almeno nella "bolla" delle istituzioni europee, da anni non è più la principale lingua di lavoro.

Tutto fuorché un manuale teorico: l'intento del saggio è quello di spiegare l'Europa dal punto di vista di chi la comunica quotidianamente, "sporcandosi le mani" nelle redazioni e nei palazzi. Strumenti (da internet ai servizi audiovisivi), temi, istituzioni, libri bianchi, lobby e crisi (economiche, ma non solo) da "maneggiare con cautela".

Le diverse sfaccettature e i punti di vista sono analizzati da giornalisti, da professionisti dell'informazione che operano nelle Istituzioni europee come Raffaella Di Marte (che per il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz cura proprio i rapporti su Twitter, Facebook etc.) e Anna Maria Villa (funzionario del Dipartimento Politiche europee).

Lo scorso 27 aprile, la pubblicazione del libro ha fornito spunti a un dibattito a Perugia nell'ambito dell'ultima edizione del Festival di Giornalismo. Il workshop ha visto la partecipazione dell'autore, Andrea Maresi, e di alcuni "addetti ai lavori", nonché di firme del libro: tra questi i comunicatori Paolo Volpini e Roberto Santaniello (entrambi alla Commissione europea) e, dall'altra parte della 'barricata', Beda Romano, corrispondente de Il Sole 24 Ore.

 
Communicating Europe in Italy: una bussola per navigare nell’informazione sull’Europa
Eum Redazione

di Adriano Metz, http://www.affarinternazionali.it

http://www.affarinternazionali.it/libromese.asp?ID=109

 
Sito della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi)
Eum Redazione

Il volume è stato segnalato dal sito della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi)

http://www.fnsi.it/Esterne/Flibreria.asp

 
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